Mercedes, davvero è con l'acqua alla gola? Aggiornamenti, budget cap e... classifiche 

Andrew Shovlin rassicura sulle novità, arriveranno e daranno più prestazione di quanta ne "manchi" rispetto agli avversari
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Fabiano PolimeniFabiano Polimeni

Pubblicato il 31 agosto 2026, 14:52

Dopo Zandvoort ci chiedevamo quanta reale urgenza avesse Mercedes per introdurre aggiornamenti alla W17, sui quali Toto Wolff quasi aveva messo le mani avanti sottolineando i vincoli del budget cap e l’impossibilità di intervenire su tutti i fronti e con la produzione di tutti i componenti desiderati. Antonelli è leader del campionato con un margine ampissimo e, soprattutto, ha un’efficacia rara nel portare a casa sempre il massimo risultato possibile. Se, poi, gli avversari capita che ne agevolino il compito con alcune scelte strategiche discutibili…

A Monza arriverà la nuova power unit, Kimi partirà dal fondo e lo stesso accadrà a Russell nelle prossime gare, delineando due situazioni potenzialmente negative per i punti ottenibili. Sarà in Malesia che arriverà un più consistente intervento di aggiornamento della macchina, sulla quale, tornando alle gare in Ungheria e Olanda, Antonelli ha rilevato un’instabilità generale e, soprattutto, a Zandvoort tra uno stint e l’altro della corsa. Ci pensa Andrew Shovlin, responsabile dell’ingegneria in pista, a mettere i puntini sulle “i”.

Mercedes, la serenità sui miglioramenti in arrivo

“Saremmo preoccupato se il gap di prestazione che abbiamo fosse superiore ai miglioramenti che, in galleria del vento, vediamo in arrivo. Non è questo il caso. Siamo ragionevolmente fiduciosi che gran parte dell’attuale quadro derivi dalla sequenza in cui sono stati introdotti gli aggiornamenti, sebbene Zandvoort ci abbia lasciato l’interrogativo sull’aver estratto il massimo dalla macchina.

Questa lotta serrata è ampiamente ciò che ci aspettavamo a questo puntella stagione, forse è un quadro addirittura migliore”.

Le scelte fatte da Mercedes, di investire molto sulla specifica di monoposto con la quale ha iniziato il mondiale e costruito un grande margine di vantaggio sui rivali, insieme al primo pacchetto di più novità portate sulla W17 in Canada, tra ala anteriore fondo, sono state diversissime dalle scelte fatte in Ferrari, costantemente da Miami in avanti a portare componenti evoluti, novità sostanziali o affinamenti alla vettura. Il caso McLaren è ancora diverso, è quello di chi ha “studiato” nel primo terzo di campionato, ha scoperto la MCL40 e i suoi limiti, visto le intuizioni dei rivali e quantificato un divario di 2-3 mesi sui tempi di sviluppo. Tra Ungheria e Olanda la monoposto ha colmato il distacco da Mercedes, perlomeno su due circuiti favorevoli. Andrà misurata la competitività su piste come Monza, poi Baku, ancora Singapore. 

Continua a leggere, Shovlin sull'arrivo degli sviluppi e il guadagno di prestazione totale (pag. 1/2)

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