No, riportare i rifornimenti in F1 non è una grande idea

Tra i temi del grande cambiamento regolamentare 2031 si discute del ritorno ai rifornimenti in gara. Tre team principal sono contrari, non aiuterebbe lo spettacolo
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No, riportare i rifornimenti in F1 non è una grande idea
© Getty Images/Red Bull Content Pool

Fabiano PolimeniFabiano Polimeni

Pubblicato il 28 agosto 2026, 10:20

Rifornimenti, no grazie. Nel nuovo volto che dal 2031 caratterizzerà le monoposto, è passata dai radar anche la possibilità di reintrodurre i rifornimenti in gara. Una soluzione che avrebbe il vantaggio di ridurre considerevolmente il peso delle monoposto, non più costrette a caricare 100 kg di carburante per coprire l’intero Gran Premio.

A non essere fan della loro reintroduzione sono molti team principal e, a Zandvoort, sia James Vowles (Williams) che Ayao Komatsu (Haas) e Peter Bayer (Racing Bulls) si sono espressi negativamente sul ritorno del pit-stop con rifornimento. Al di là dell’essere un elemento che gioca contro lo spettacolo delle gare in pista, andrebbero considerati anche i maggiori costi da sostenere per il trasporto delle attrezzature sui campi di gara, senza dimenticare i rischi delle operazioni ai box.

Bayer: i dati parlano da sé sui rifornimenti

Sul punto strettamente sportivo, la fase in cui, per l’ultima volta, sono stati presenti i rifornimenti in gara, ovvero, fino alla stagione 2009, ha condizionato lo svolgimento delle gare spostando i tentativi di sorpasso dalla pista al box, con una predominanza spesso assoluta dell’elemento strategico e non solo su circuiti dalle grandi difficoltà di sorpasso in pista.

Visto il tenore delle dichiarazioni di chi rappresenta Williams, Haas e Racing Bulls, difficilmente la reintroduzione dei rifornimenti vedrà la luce. A Zandvoort, Peter Bayer ha approfondito il tema richiamando il lavoro svolto con il gruppo di lavoro Fia-F1: “Ricordo che quando lavoravo ancora con la Fia, avevamo un gruppo di lavoro con la Formula 1, con Ross Brawn e il suo team, su come migliorare l’intrattenimento e lo spettacolo. Una delle idee principali di alcuni fu il ritorno del rifornimento: analizzammo a fondo i filmati storici e i dati a nostra disposizione, e venne fuori che, a parte un paio di immagini davvero spettacolari e pericolose, il rifornimento non aveva portato nulla di concreto a questo sport, perché la maggior parte dei sorpassi avveniva improvvisamente nella corsia dei box. Pertanto, non ne sarei un grande sostenitore, poiché è stato dimostrato che in realtà non aggiunge molto allo spettacolo”.

Vowles e il rischio della prevedibilità strategica

Non è l’elemento di cui ha bisogno la Formula 1 che passerà ai motori V8 dal 2030 o al più tardi nel 2031 se non ci sarà l’accordo tra Federazione, squadre e F1. Contribuirebbe, come detto, alla riduzione di svariate decine di kg del peso della monoposto in configurazione gara ed è l’obiettivo, secondo Vowles, che senza dubbio va raggiunto. Quanto ai rifornimenti, il team principal Williams solleva un altro tema: “Quello che accadrebbe è la possibilità di esatta previsione del momento in cui si fermerà l’auto, che verrebbe portata sempre fino all’esaurimento completo del carburante perché è in quel momento che è più veloce. Riusciremmo a prevedere cosa avverrebbe, che si corra su una strategia con tre, due o un solo pit-stop. Di conseguenza, anche considerando l’esposizione che c’è verso il mondo esterno, tutti avrebbero queste informazioni e a mio avviso toglierebbe un bel po’ di fascino.

Credo, piuttosto, che l’idea di base sia il mantenimento di una massa ridotta della vettura e su questo sono assolutamente d’accordo. Però, tornare al rifornimento non è la soluzione giusta”.

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