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Tutti pazzi per la 24 Ore di Le Mans, il sogno nel cassetto di Norris e Sainz

Chiara Rainis
Pubblicato il 5 agosto 2026, 09:25
La F1 è strana. Tutti l’ammirano e la bramano in quanto difficile da raggiungere, ma poi una volta entrati nel gruppo degli eletti, viene a noia prima di quanto ci si possa immaginare. Lo stress, la pressione, gli impegni con media e sponsor, e regolamenti che spesso tendono a snaturare il mestiere di pilota, logorano anche gli spiriti più audaci.
Nell’ultimo ventennio soltanto Kimi Räikkonen, Fernando Alonso e Lewis Hamilton hanno spento le 40 candeline con ancora un sedile nel Circus e le nuove generazioni sembrano poco interessate ad imitarli.
Se Sebastian Vettel arrivato ai 35 anni ha scelto di salutare per dedicarsi alla vita all’aria aperta e all’apicoltura, con una certa frequenza abbiamo sentito Max Verstappen ripetere di volersi convertire alle gare endurance, a suo dire più aderenti alla filosofia corsaiola con cui è cresciuto. Affermazioni chiare e senza rischio di equivoco che hanno addirittura fatto pensare ad un addio immediato.
Norris e Sainz come Mad Max, quando le maratone in pista entusiasmano più della F1
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