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4 agosto 1985: l’ultimo trionfo di Michele Alboreto, una vittoria che segnò un’epoca

Pubblicato il 4 agosto 2026, 13:12
Il 4 agosto 1985 rappresenta una data destinata a rimanere nella memoria della Formula 1 italiana. Sul nuovo Nürburgring, inaugurato appena un anno prima, Michele Alboreto conquistò quella che sarebbe rimasta la sua quinta e ultima vittoria nel Mondiale, regalando alla Ferrari un successo pesantissimo nella rincorsa al titolo iridato.
Il pilota milanese tagliò il traguardo davanti alla McLaren di Alain Prost al termine di una gara gestita con grande lucidità. Pur non partendo dalle prime posizioni, Alboreto riuscì a costruire la propria corsa con costanza, sfruttando il potenziale della Ferrari 156/85 e mantenendo un ritmo sufficiente per respingere gli attacchi degli avversari nella fase decisiva della gara.
Un mondiale che sembrava possibile
Quella stagione sembrava poter riportare il Cavallino Rampante sul tetto del mondo. Alboreto arrivò all’estate del 1985 pienamente in lotta per il campionato con Alain Prost. La Ferrari disponeva di una monoposto competitiva e il pilota italiano stava vivendo il momento migliore della propria carriera.
La seconda parte della stagione, però, cambiò completamente lo scenario. Una serie di problemi di affidabilità e diversi ritiri impedirono ad Alboreto di mantenere il passo della McLaren, consentendo a Prost di conquistare il suo primo titolo mondiale. Rimase così il rimpianto per un campionato che, almeno fino ad agosto, sembrava davvero alla portata della Scuderia.
Un record che resiste da quarant’anni
Il successo del Nürburgring assunse col passare degli anni un significato ancora più particolare. Oltre a essere l’ultima affermazione della carriera di Alboreto in Formula 1, rappresenta ancora oggi l’ultima vittoria ottenuta da un pilota italiano al volante di una Ferrari in un Gran Premio del Mondiale.

Alboreto ha lasciato un segno profondo nella storia della Formula 1 non soltanto per i risultati ottenuti, ma anche per il suo approccio alle corse. Professionale, riservato e sempre rispettato all’interno del paddock, è stato uno degli interpreti più eleganti della sua generazione, capace di unire velocità, sensibilità tecnica e grande correttezza sportiva.
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