Temi caldi
GP Ungheria, Carlos Sainz e le sliding doors: a Budapest l'Audi sorpassa la Williams

Pubblicato il 4 agosto 2026, 10:55 (Aggiornato il 4 agosto 2026, 09:18)
Il nervosismo di Sainz
A Budapest Sainz ha dato l'impressione di essere sul punto di implodere. Due "ammonizioni" per guida erratica al venerdì, atteggiamento sconcertante nelle fasi di doppiaggio: passi per il malfunzionamento dei pannelli con bandiere blu in alcune fasi, ma l'onboard ha spietatamente chiarito come nella fase del doppiaggio da parte di Piastri i pannelli funzionassero eccome, e che è stato il pilota ad ignorarli.
Non belle nemmeno le spallucce nel dopo gara, con la frase "sono le corse", di fronte ad un episodio di cui Carlitos aveva tutte le responsabilità: il fatto che Oscar fosse nel suo punto cieco non è una scusante, perché sapeva di dover dare strada in quella fase, ed invece si è fatto prendere dal duello con Alonso.
Al tempo stesso, merita una buona fetta di comprensione: lo svarione resta, ma resta comprensibile pure il nervosismo crescente di un pilota imprigionato in una situazione tecnica deficitaria. L'Hungaroring aveva tutto per mettere in ginocchio la FW48: la vettura non ha deportanza e su una pista come Budapest questa mancanza si paga, perché si riflette sull'aderenza e sulla gestione delle gomme, tutte cose che la vettura di Grove non ha. Mancava anche il bilanciamento, in quello che è stato forse il peggior weekend dell'anno per la Williams, vittima anche del caldo che usurava le posteriori e della sua sensibilità al vento. E come se non bastasse, è arrivata pure l'Aston Martin.

A Baku uno step, ma...
Già, l'Aston Martin. Ovvero, una nuova avversaria all'orizzonte. Anche la Williams sta programmando un corposo pacchetto evolutivo che arriverà al GP Azerbaijan, visto un po' come una liberazione: a Baku ci sarà certamente un nuovo telaio alleggerito, togliendo tutto o comunque buona parte del peso in eccesso che sta attanagliando la FW48 sin dalla sua nascita. I piloti, tuttavia, stanno dimostrando poca fiducia: secondo Sainz, il team può solo "sognare" un pacchetto come quello portato sulla AMR26.
Dubitativo anche Albon, uno che ha detto: "Gran parte della questione, è assicurarci di non ripetere certi errori sulla macchina dell'anno prossimo". Insomma, sebbene si debba concedere al team la carta dell'evoluzione attesa per Baku, tra le righe si parla già di FW49 e di 2027. Un qualcosa che, per Carlos Sainz, potrebbe continuare ad alimentare certi pensieri su quella vecchia sliding door.
(2/2)
2 di 2
Iscriviti alla newsletter
Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail
Commenti
Loading

