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Briatore: "Alpine? L'avrei già venduta. Vorrei una F1 con la Sprint tutti i sabati"

Chiara Rainis
Pubblicato il 2 agosto 2026, 23:33
Un tempo la F1 rappresentava un investimento per le grandi Case e una montagna da scalare per i sognatori, per coloro che pur avendo tra le mani poche risorse ambivano ad essere in griglia a costo di indebitarsi fino al collo. Oggi dello spirito avventuriero non è rimasto quasi più niente e ad animare il Circus è la volontà di produrre denaro.
Se già sotto Bernie Ecclestone, specialmente nell’ultimo periodo, i soldi la facevano da padrone, da quando è subentrata Liberty Media la volontà di espandersi ovunque e di portare lo sport anche a chi normalmente non era interessato, ha reso l’introito ancora più centrale.
Più visibilità e più pubblicità hanno accresciuto il valore economico del campionato e di conseguenza delle scuderie schierate. Merito anche di Netflix e della serie Drive To Survive che ha reso quella che prima era soltanto un disciplina sportiva, una vetrina internazionale capace di far gola a chiunque.
La F1 ha alzato l’asticella, il consiglio di Briatore per il futuro
Intervistato da The Race Business Flavio Briatore ha provato ad ipotizzare la cifra di vendita di una squadra attualmente iscritta al Mondiale. Facendo riferimento ad una di punta, ha sostenuto che la somma potrebbe tranquillamente aggirarsi attorno ai 10 miliardi di dollari. “Quando cedetti le mie quote Benetton il valore del team era di 80 milioni di dollari. Al momento, invece oscilla tra i 3,5 e i 4 miliardi. Se fosse stato mio lo avrei già venduto”, ha dichiarato a proposito di Alpine di cui detiene il 24%.
Ecco perché Briatore sogna una F1 da 24 Sprint: sfoglia le pagine per continuare a leggere (1/2)
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