Antonelli, che Festival a Goodwood: concentrato sul processo verso il titolo

Kimi ha vissuto la passione del Festival della velocità e ha indicato il cambiamento più grande rispetto alla scorsa stagione
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F.P.F.P.

Pubblicato il 10 luglio 2026, 09:46 (Aggiornato il 10 luglio 2026, 08:11)

Archiviata una Silverstone deludente nel risultato che gli ha riservato domenica, Antonelli è tornato al volante in una cornice per lui insolita e diventata in pochi anni una specie di santuario per gli appassionati d’auto e del motorsport: il Festival di Goodwood.

“È andata alla grande, questa è la prima volta che vengo a Goodwood ed è un’esperienza incredibile”, ha raccontato Kimi, che per l’occasione ha girato al volante di una delle Mercedes Mythos, la AMG Purespeed presentata nel 2024 a Monaco e ispirata alle monoposto da Gran Premio, con l’Halo a sostituire il parabrezza.

“La Purespeed sembra una monoposto, non avendo il tetto, senti l’aria e mi sono goduto i primi giri. A essere sincero, è la prima volta che giro qui e mi è sembrato sì un tracciato stretto, alcune curve sono cieche, però è stato un bel divertimento.

Tornerò sicuramente il prossimo anno e spero di godermi di più l’intero week end, godermi di più l’intera esperienza perché è davvero bella. È il cuore del motorsport. È stata la settimana delle prime volte e non posso lamentarmi: prima volta a Wimbledon, prima volta qui…”.

Dal focus sull'obiettivo a quello sul percorso necessario

Leader del mondiale, due gare prima della pausa estiva e una traiettoria quest’anno di crescita costante, al punto da lasciare un bellissimo interrogativo su quanto ancora potrà esprimere Antonelli. A Silverstone, nella delusione del risultato per il danno all’elemento applicato ai freni, Kimi ha mostrato una determinazione nuova, diversa da quella, ad esempio, della lotta in pista con Russell vista in Canada. La determinazione e consapevolezza che nella corsa per il mondiale anche un solo punto può fare la differenza e la voglia di provare a prenderselo, quel punto, anche con una macchina danneggiata. Sono i particolari che appassionano di un pilota, al di là dell’efficacia e velocità assoluta.

Goodwood è stata l’occasione, dallo spazio della Fan Zone, per un altro bagno di folla tra i tifosi e per l’immancabile retrospettiva su un percorso che appena 24 mesi fa lo vedeva salire per la prima volta su una Mercedes di Formula 1 in Austria.

“Una delle cose più importanti che ho provato a imparare è stata quella di non cercare di vivere secondo le aspettative degli altri. Prova a fare del tuo meglio, concentrati su quel che puoi controllare e una volta che avrai fatto queste cose, i risultati arriveranno, ha raccontato Kimi, parlando anche del grande cambiamento attuato tra la stagione del debutto e quella dell’affermazione a top driver.

Uno degli errori che ho commesso l’anno scorso è stato di concentrarmi troppo sul raggiungimento dell’obiettivo finale, tralasciando in qualche modo l’intero percorso necessario. Non ho lavorato abbastanza e concentrazione sul processo per raggiungere il risultato e su questo c’è stato un cambiamento”.

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