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Bortoleto difende la nuova F1: "Le auto sono ancora divertenti"

Pubblicato il 9 luglio 2026, 13:50
La Formula 1 divide, lo ha sempre fatto e continuerà a farlo. Le discussioni non riguardano soltanto il pilota più forte, il sorpasso più spettacolare o la strategia vincente, ma anche tutto ciò che ruota attorno alla massima categoria. Il 2026 si è aperto con uno dei cambi regolamentari più dibattuti dell'epoca moderna, alimentando settimane di polemiche e critiche all'interno del paddock.
A esprimere le maggiori perplessità, fin dall'inizio della stagione, sono stati proprio i piloti, chiamati ad adattarsi a monoposto profondamente diverse rispetto al recente passato.
Le modifiche apportate dalla FIA a ridosso del via del campionato e l'introduzione di nuovi strumenti, come l'ADUO, nel tentativo di migliorare il comportamento delle vetture, non hanno contribuito a rasserenare il clima. Al contrario, hanno alimentato ulteriormente il dibattito. Eppure, non tutti condividono questa visione così critica della nuova Formula 1.
Il ricambio generazionale cambia la prospettiva
Negli ultimi anni la griglia si è progressivamente rinnovata, lasciando spazio a una nuova generazione di piloti. I giovani stanno prendendo il posto della vecchia guardia, portando inevitabilmente anche un punto di vista diverso. Basti pensare che nella stagione 2025 ben sei piloti su venti erano rookie e che, appena un anno più tardi, uno di loro guida la classifica del Mondiale.
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