Silverstone, 8 anni dopo: dalla liberazione di Vettel alla vittoria di Leclerc

Otto anni dopo il trionfo di Sebastian Vettel, la Ferrari torna a vincere a Silverstone con Leclerc. Due successi "a casa" dei rivali, ma con prospettive diverse

Silverstone, 8 anni dopo: dalla liberazione di Vettel alla vittoria di Leclerc
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Ilaria ToscanoIlaria Toscano

Pubblicato il 8 luglio 2026, 17:40 (Aggiornato il 9 lug 2026 alle 08:47)

L’8 luglio 2018 resta una data speciale nella storia recente della Ferrari.

Silverstone era il regno della Mercedes, il circuito di casa della scuderia di Brackley e il teatro perfetto per Lewis Hamilton. Vincere lì significava molto più che conquistare 25 punti: voleva dire lanciare un messaggio all’intero paddock.

Vettel lo fece nel modo migliore. Dopo una gara resa imprevedibile da contatti, Safety Car e strategie diverse, il tedesco non perse mai la lucidità. Nel finale si ritrovò alle spalle di Valtteri Bottas, rimasto in pista con pneumatici ormai al limite. Bastarono pochi giri per costruire l’attacco decisivo. Il sorpasso sancì una delle vittorie più belle della sua esperienza in rosso.

Un’esultanza che sembrava l’inizio di tutto

Alla bandiera a scacchi esplose tutta la gioia del quattro volte campione del mondo.

Le immagini della radio e dei festeggiamenti sul podio raccontavano una Ferrari che aveva appena espugnato la fortezza del proprio rivale. Era un’esultanza genuina, liberatoria, quasi il simbolo di una squadra che aveva finalmente dimostrato di poter battere la Mercedes anche nel suo giardino di casa.

Quel successo portò Vettel in testa al Mondiale e alimentò la convinzione che il titolo, dopo tanti anni di attesa, potesse davvero tornare a Maranello.

Per molti tifosi, quello fu il momento in cui il sogno sembrò trasformarsi in qualcosa di concreto.

Il sapore amaro del senno di poi

Riguardando oggi quella domenica, è impossibile non provare una leggera nostalgia.

Quella vittoria, che sembrava rappresentare l’inizio della cavalcata iridata, finì invece per coincidere con il punto più alto della stagione Ferrari (insieme ad un’altra vittoria a Spa e una negli USA). Da quel momento il campionato cambiò volto. Arrivarono gli errori di Hockenheim e Monza, le occasioni perdute, la crescita costante della Mercedes e una lotta mondiale che, gara dopo gara, sfuggì dalle mani di Vettel e della Ferrari.

Per questo motivo, l’esultanza di Silverstone assume oggi un significato quasi malinconico. Non fu l’inizio di un dominio, ma l’ultimo grande momento di una rincorsa che non avrebbe trovato il finale sperato.

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