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I sogni di un Lewis The Eight e la fiducia di Hamilton sulle doti della SF-26

Pubblicato il 15 giugno 2026, 14:23
Da tre gare è in un formato di competitività come non si vedeva da anni, eppure, che il 2026 di Lewis Hamilton fosse iniziato su tutto un altro segno rispetto alla scorsa stagione, tra mille difficoltà tecniche con cui fare i conti, lo raccontava la costanza di piazzamento avuta sin da Melbourne. Dietro al successo di Barcellona non c’è solo il dato statistico della “prima” in Rosso, c’è il contenuto di una SF-26 con il bollino di qualità più importante, attribuito dal Montmelo. È stata competitiva in condizioni critiche, di gran caldo e su curve che scaricano tanta energia sulle gomme. Non manca certo di carico aerodinamico né di bilanciamento. Manca, ancora, di una power unit di pari livello a Mercedes. Ecco, per anni il tifoso ferrarista avrebbe sognato di assistere a una Rossa tanto forte sul circuito che dà il segno sulla bontà aerodinamica e telaistica. Prossima verifica, Silverstone. Dove, però, avrà un altro peso il fattore power unit ed è lì che i tecnici del Cavallino rampante dovranno produrre uno sforzo tecnico per mandare in pista il prima possibile il motore aggiornato in regime di Aduo.
Guadagnare in curva basterà?
Parlare di titolo mondiale oggi un’ambizione da maneggiare con cautela ma di sicuro non appartiene ai “sogni mostruosamente proibiti”. Anzi. “Onestamente, visto come è iniziato l'anno, non ci ho proprio pensato”, ha commentato Hamilton a chi, nel dopogara, chiedeva della corsa per vincere il mondiale. “Non ho pensato all'ottavo titolo. Ovviamente, l'obiettivo per cui abbiamo lavorato era quello di vincere, ma sono sempre stato consapevole del fatto che ci vuole tempo. La Mercedes è partita alla grande, con una vettura formidabile e un ritmo incredibile, entrambi i piloti che stanno facendo un ottimo lavoro.
Sappiamo di avere questo deficit di potenza. Ci saranno circuiti con rettilinei lunghissimi dove la situazione sarà ancora più difficile. Ma, come ho detto, abbiamo un'ottima base di monoposto e se continueremo a migliorare le prestazioni e percorrere le curve più velocemente, forse potremo ridurre un po' quel deficit finché non miglioreremo o finché non colmeremo il divario in termini di potenza”.
Le tre S fondamentali più Budapest
Un po’ una sorta di “filosofia Red Bull” delle stagioni in cui riusciva a competere per il titolo scontando un deficit di power unit. Scorrendo le gare in arrivo e le caratteristiche dei circuiti, in Austria la potenza pura del motore sarà importante, con tre rettilinei in successione ma darà anche l’opportunità di sfruttare il carico nel settore centrale e conclusivo. Silverstone porterà in cattedra, come Barcellona, la prestazione in curva: lente, medie, velocissime. Tutto il menu servito, condito, però, da ampie richieste di potenza. Dove, sulla carta, la sfida appare attualmente critica è a Spa-Francorchamps e l’auspicio è che a Maranello riescano a lanciare nella mischia una power unit evoluta. Poi, l’Hungaroring, altro terreno sul quale esprimere la competitività spagnola.
“Al momento è davvero molto difficile pensare a lungo termine. Penso che si tratti semplicemente di affrontare una gara alla volta, una settimana alla volta”, frena Lewis. “La prossima settimana sarò in fabbrica. Faremo il download dei dati, parleremo con gli aerodinamici, esamineremo tutti i vari progetti in cantiere, quando saranno pronti, che effetto avranno e se necessario modificherò la direzione in base a ciò che ritengo sia meglio per la vettura. Continuiamo a spingere e a divertirci, perché dobbiamo anche goderci il momento”.
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