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Kimi Antonelli entra nella leggenda a Monaco: Grand Chelem e altri record
Pubblicato il 10 giugno 2026, 11:22
Monaco non perdona. Ogni curva richiede precisione assoluta, ogni errore costa il risultato. È proprio per questo che quello costruito da Kimi Antonelli nel Principato è destinato a restare nella memoria della Formula 1.
Il pilota italiano ha completato uno dei weekend più dominanti e simbolici che si possano immaginare: pole position, gara condotta dal primo all’ultimo giro, giro veloce e vittoria.
In Formula 1 questo risultato ha un nome preciso: Grand Chelem, e a Monaco vale ancora di più.
Cos’è un Grand Chelem (e perché è così raro)
Per ottenere un Grand Chelem un pilota deve riuscire nello stesso fine settimana a: conquistare la pole position; vincere la gara; registrare il giro più veloce; restare sempre in testa dal via alla bandiera a scacchi.
Non basta essere il più veloce: serve controllo assoluto.
Prima di Antonelli, nella storia del GP di Monaco, ci erano riusciti soltanto cinque campioni: Fangio nel 1950, Stewart nel 1971, Senna nel 1990, Schumacher nel 1994, Häkkinen nel 1998.
Adesso il sesto nome è quello di Kimi Antonelli.
Il più giovane vincitore nella storia del GP di Monaco
Se il Grand Chelem basta già da solo per entrare nella storia, il dato che rende questa impresa ancora più impressionante è l’età.
A 19 anni, Antonelli è diventato il più giovane vincitore di sempre del Gran Premio di Monaco, uno dei record simbolicamente più importati dell’intero calendario.
Un primato che racconta molto non solo del talento del pilota italiano, ma anche della maturità mostrata in una gara che storicamente premia esperienza, gestione e sangue freddo.
Record assoluto: il più giovane a realizzare un Grand Chelem in Formula 1
Il weekend di Montecarlo ha portato con sé un altro primato storico.
Con questo risultato Antonelli è diventato anche il più giovane pilota nella storia della Formula 1 a completare un Grand Chelem.
Un dato che dà la misura della portata dell’impresa: non si parla semplicemente di vincere una gara, ma di dominare ogni singolo momento del weekend.
Oltre ai record principali, Monaco ha lasciato altri numeri che fotografano il momento straordinario del pilota Mercedes: Prima pole italiana a Monaco dopo oltre vent’anni, quinta vittoria consecutiva della stagione, leadership del Mondiale ulteriormente consolidata, ingresso in una lista storica composta esclusivamente da campioni del mondo.
Da promessa a riferimento: il momento in cui cambia la percezione
Per tanti campioni il Principato è stato il luogo dove il talento è diventato qualcosa di più.
Per Antonelli, questo potrebbe essere il momento in cui smette definitivamente di essere considerato “il futuro”.
Perché quando vinci a Monaco così, partendo davanti, restando davanti e non lasciando nulla agli avversari, non stai più mostrando potenziale.
Stai iniziando a costruire una carriera da riferimento.
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