Gasly non accetta il verdetto di Monaco: "È dieci anni che lavoro per un podio qui"

Il francese dell'Alpine si è visto privare del terzo posto a causa di una doppia penalità per eccesso di velocità in pit lane
https://www.google.com/preferences/source?q=autosprint.it, as
Gasly non accetta il verdetto di Monaco: "È dieci anni che lavoro per un podio qui"
© Getty Images

Chiara RainisChiara Rainis

Pubblicato il 9 giugno 2026, 09:13

Se come al solito il GP di Monaco non ha regalato grosse emozioni in termini di sorpassi, l’edizione 2026 verrà ceramente ricordata per il numero di penalità assegnate. Al di là della clamorosa sospensione per un problema all’asfalto avvenuta a meno di dieci giri dal termine, a suscitare stupore è stato il continuo mettere sotto investigazione piloti per eccesso di velocità in pit lane.

Tra  più penalizzati dall’occhio particolarmente vigile della direzione gara Pierre Gasly il quale già stava assaporando un arrivo in top 3 sul prestigioso circuito monegasco ed invece si è dovuto accontentare di una magra settima piazza. La ragione? Non una, bensì due penalità da 5” per aver superato i 60 km/ in corsia box.
Una vera disdetta arrivata proprio a pochi giorni di distanza dalle dichiarazioni disperate del boss Alpine Flavio Briatore, scontento dell’andamento della stagione della sua squadra a causa della lentezza della monoposto, ma altresì delle difficoltà in fase di pit stop che andrebbero ad esarcerbare il deficit prestazionale.

Gasly coi nervi a fior di pelle, il risultato mancato brucia parecchio

Come si dice, mors tua vita mea e di tutta questa situazione ha beneficiato Isack Hadjar, pure lui sotto la lente e per di più rallentato dal motore della sua Red Bull che non lo assecondava, fortunato abbastanza da non aver avuto conseguenze in nessuno dei due casi.

Se dunque un francese ha potuto celebrare, l’altro si è leccato le ferite, non nascondendo, non appena sceso dall’abitacolo tutta la sua frustrazione. Nulla potrebbe farmi più male al momento. Sono dieci anni che lavoro sodo per un risultato del genere e non è accettabile che mi venga negato per un motivo ingiusto”, il suo grido al termine degli estenuanti 78 giri del GP.

Non contento il transalpino se l’è presa con i commissari cercando di far valere le proprie ragioni.  “In entrambi i casi ho attivato il limitatore ben prima della linea bianca”, ha rilanciato sottolineando l’anomalia della situazione alla luce delle tante presunte infrazioni. “Spero che questo faccia scattare l’allarme e incentivi gli steward a controllare perché ciò che è successo non è corretto”, il suo augurio.

Impossibile per adesso sapere quale sarà il finale della vicenda, di certo però il team di Enstone ha reso noto di aver fatto richiesta di revisione della penalizzazione. Forse non gli sarà di conforto, ma al 30enne è andata di lusso. George Russell, pure lui papabile del podio e invece finito in 12esima posizione, per colpa dei 5” a cui si è sommato un drive through per non aver servito la penalità prima della sosta effettuata sotto safety car in occasione dell’incidente di Stroll.

Iscriviti alla newsletter

Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail

Premendo il tasto “Iscriviti ora” dichiaro di aver letto la nostra Privacy Policy e di accettare le Condizioni Generali di Utilizzo dei Siti e di Vendita.

Commenti

Loading