Horner cerca di tornare in F1 e subito arriva il veto di Renault

L'ex team principal Red Bull ha provato a dare vita ad un'operazione finanziaria che lo avrebbe riportato nel Circus fallendo clamorosamente
Horner cerca di tornare in F1 e subito arriva il veto di Renault
© Getty Images

Chiara RainisChiara Rainis

Pubblicato il 3 giugno 2026, 09:16

Il suo rientro in F1 sarebbe stato vicino, ma un veto imposto da Alpine avrebbe rovinato i programmi di Christian Horner.

Fuori dal Circus da fine 2025 dopo lo scandalo che lo ha visto a processo per aver infastidito e inviato foto intime non richieste ad una dipendente Red Bull, oltre che a seguito di una presunta rottura con i massimi vertici del team, compreso il talent scout o ex tale Helmut Marko, negli ultimi mesi il dirigente britannico si è dedicato al divertimento.

Sulla griglia di partenza di Jerez de La Frontera per sondare il terreno in MotoGP e valutare il passaggio come fatto da Günther Steiner qualche tempo fa, e in seguito su quella di Montecarlo della Formula E, pure qui per capire come funziona il mondo elettrico, il 52enne si sarebbe reso protagonista pure di una manovra finanziaria che riguarda il Circus, andata, sfortunatamente per lui, male.

Forte di otto titoli mondiali piloti e sei costruttori, il manager sperava di tornare nella sua vecchia disciplina dalla finestra e in tempi stretti, ed invece è stato clamorosamente bocciato.

Horner, il ruolo da consulente per un fondo e il tentativo di fare la scalata

Prima di spiegare la vicenda che riguarda il marito di Ginger Spice, occorre fare un chiarimento. Stando a quanto si apprende dalla BBC, Mercedes avrebbe proposto, senza successo, di acquisire il 24% delle quote della scuderia di Enstone ad oggi possedute da Otro Capital, una società di private equity attiva in ambito sportivo, dei media e dei videogiochi, che nel 2023 le aveva acquistate per circa 233 milioni di dollari.

Sempre secondo l’emittente britannica, Otro avrebbe chiesto alla Casa della Stella di sborsare ben 720 milioni di dollari a quota. Una cifra esagerata secondo Stoccarda ammontando a 3 miliardi di dollari complessivi. Alla luce di un’offerta, decisamente meno esosa, di 2,3 miliardi di dollari, Renault avrebbe deciso di chiudere sul nascere ogni trattativa e allo stesso modo di bloccare qualunque tentativo di vendita a gruppi, chiaramente interessati, rappresentati da Horner.

Per chi non lo sapesse, non appena uscito dalla Red Bull, l’ex pilota e team principal è stato ingaggiato dalla Oakley Capital in qualità di consulente per quanto riguarda gli investimenti del gruppo negli sport di alto livello. La sua esperienza in una piattaforma globale e lussosa come la F1, il suo carattere vincente e l’istinto commerciali avrebbero convinto il fondatore del fondo Peter Dubens a puntare su di lui, ma come ora sappiamo il suo primo tentativo di guadagnare qualcosa di grosso è andato a vuoto.

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