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Wolff tira il freno sulla lotta in pista Antonelli-Russell

Pubblicato il 26 maggio 2026, 13:28
Il confronto Antonelli-Russell è l’unico in grado di accendere le gare al vertice, per il risultato che conta, visto il distacco che accusano Ferrari e Red Bull e l’Harakiri strategico deciso dalla McLaren in Canada.
God Save The Kings, verrebbe da dire. E con loro, le battles. Che la sfida aperta in pista tra Kimi e George possa continuare e ravvivi un copione altrimenti segnato nei rapporti di forza.
Mercedes ha un obiettivo che non può mancare
Niente di meglio della voglia di andare all’attacco e vincere che ha mostrato Antonelli al sabato e nella domenica di Montreal, nonostante una posizione di vantaggio in campionto che avrebbe potuto suggerire un altro approccio, attendista e da gestore del proprio vantaggio. Vista dalla posizione di Toto Wolff la vicenda ha tutto un altro contorno ed è comprensibile. Mercedes non vince un campionato da 5 stagioni, è reduce da una fase tecnica 2021-2025 di profonda crisi e solo a tratti con dei lampi di competitività. Il 2026 ha consegnato al team lo scettro di riferimento tecnico sulla power unit e con una monoposto di altissimo livello. Non è contemplabile disperdere il netto vantaggio competitivo. Tradotto: le lotte in pista devono avvenire senza correre il rischio di non finire la gara.
Troppi rischi
“A posteriori è sempre facile dire che è stato fantastico per la squadra e per lo sport, chiederci se non ci siamo divertiti tutti a vedere quella battaglia. In parte è così, ma c'è un altro aspetto che dobbiamo considerare, ovvero che in alcune occasioni è stata una gara molto combattuta”, la premessa di Wolff a una gestione della sfida interna che nelle prossime gare potrebbe cambiare.
“Il fatto che Kimi abbia sterzato bruscamente e bloccato le ruote avrebbe potuto portare a un doppio ritiro e non sarebbe avvenuto a causa di una guida troppo aggressiva, ma semplicemente per un errore. Lo stesso vale per quanto avvenuto sull'ultima chicane, in quella situazione. È importante analizzare la gara e discutere con i piloti per capire se hanno ritenuto che la situazione fosse un po' troppo rischiosa e, in tal caso, chiederci come possiamo evitare queste situazioni davvero molto difficili, che riteniamo un po' troppo ravvicinate”.
Le poche incognite future con le quali Mercedes potrebbe dover fare i conti riguardano McLaren se e quanto potrà essere un avversario per la vittoria; soprattutto, quanto e quando la Ferrari potrà contare su una power unit che avrà colmato il divario di prestazioni. Aspettando le uniche due, oggettive, “minacce”, per Antonelli e Russell è fondamentale non perdere punti per strada. Lo è per Mercedes come per i diretti interessati e la condizione in cui si trova George è già piuttosto difficile con il ritiro subito in Canada per problemi tecnici.
Bella la sfida ma a quale prezzo?
“Quando correvano uno dietro l’altro eravamo più veloci di mezzo secondo rispetto a tutti quelli dietro di noi, ma quando battagliavano perdevamo un secondo”, ha sottolineato ancora Wolff. Mezzo secondo su un circuito come quello di Montreal è da considerare un’enormità e vedremo a Barcellona quale sarà la misura del vantaggio Mercedes sui rivali, della W17 aggiornata e di una Ferrari SF-26 che in Spagna porterà un altro importante pacchetto di aggiornamenti. "Avevamo il vantaggio, avevamo il margine, ed è facile accettare - fino a un certo punto - che i piloti si scontrino ma non sarà sempre così.
Per quanto in Canada siamo sembrati molto sportivi nel permetterlo, potrebbero esserci situazioni in cui forse dovremmo abbassare un po' i toni”.
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