Russell, la sfida doppia lanciata da Antonelli: di punti e approccio

Il risultato non premia l'ottimo week end dell'inglese per le prestazioni espresse e scopre una determinazione di Kimi lontana dall'idea di gestione del vantaggio
Russell, la sfida doppia lanciata da Antonelli: di punti e approccio
© Mercedes F1

Fabiano PolimeniFabiano Polimeni

Pubblicato il 25 maggio 2026, 15:33

Arriva nel momento meno opportuno di quest’avvio di campionato il problema alla power unit che ha appiedato Russell in Canada. A Montreal gli si chiedeva una prova convincente, una vittoria per rispondere alla serie messa insieme da Antonelli e per cancellare il deludente fine settimana di Miami. C’è stata la reazione ma è ancora il risultato finale a mancare. Lo stop al giro 30 e la vittoria di Antonelli al giro 71, sono due fatti che scrivono una classifica piloti con Russell distante 43 punti. Detta in termini calcistici: era importante vincere anche 1-0 e giocando male, che non un calcio champagne per finire in pareggio. Domenica scorsa il match è stato combattuto, giocato a viso aperto ed è finito con un altro parziale negativo per Russell.

Un'idea chiara di come lottare per il mondiale

C’è, poi, un terzo elemento da considerare in una corsa per il titolo oggettivamente limitata ai due Mercedes, vista la netta superiorità tecnica certificata anche dal Gran Premio del Canada. Riguarda la postura di Antonelli. Corre all’attacco, diverte e non teme di prendere rischi che in tanti definirebbero inutili, come quando nella Sprint battaglia per guadagnare un punto appena in più e finisce con il perderne due.

L’aggressività splendida che ha mostrato sabato e il correre incollato a Russell in gara vanno letti come una dichiarazione sul modo con cui intende affrontare la corsa al titolo. Di certo non è la visione ragionieristica, con il risultato in Canada che gli consegna un largo vantaggio da poter gestire se e quando arriveranno week end più difficili.

Al giovedì prima che iniziasse l’azione in pista, Kimi si interrogava se non fosse possibile provare a correre tutta una stagione sul livello altissimo che ha mostrato tra le gare in Cina e in Florida. Ci avrebbe provato, anche in un Gran Premio in cui la logica suggeriva una “comoda” modalità in marcatura su Russell. Così, spazio alla gara Sprint all’attacco e un GP in pressione sul compagno di squadra.

George fa tutto bene ma non concretizza

Per Russell - “incredulo, è come se ci fosse qualcuno che non volesse che lotti o competa per il titolo”, ha dichiarato dopo la gara, comprensibilmente deluso -, la condotta di Kimi a Montreal dev’essere un chiaro segnale del campionato che lo attende.

Montecarlo, Barcellona, Spielberg, non consentono altri passi falsi, che siano legati alle proprie prestazioni o a fattori tecnici. Alla pressione del dover ottenere il risultato, recuperare punti, si aggiunge quella di un Kimi che lo scorso week end ha presentato le proprie intenzioni in questa fase della corsa al titolo. Arrembante, determinato a lottare per il singolo punto e con pochi calcoli, che non sia il come provare a stare davanti al compagno di squadra. È il regalo più bello che può fare a un campionato tecnicamente a senso unico e un affare a oggi circoscritto alle due Mercedes.

“Sta facendo un gran lavoro ed è chiaro che il campionato e lungo e si vince essendo costanti e senza fare errori. Però sono cose che lui sa, quindi a ogni week end devi sono provare a ottenere il massimo e a fare meglio del tuo compagno di squadra. Così, sono certo che abbia una buona opportunità per il titolo, però manca ancora molto", è il consiglio di Verstappen. "Quello che sta facendo attualmente, però, sta funzionando davvero bene”.

La prossima fermata del mondiale sarà a Monaco, come sempre una gara di qualifica, a sé. Dal Gran Premio di Catalogna avremo la misura del confronto estivo tra i due alfieri Mercedes, se proseguirà all'insegna dello spettacolo puro e delle battaglie in pista o verrà riportato a una gestione più ragionata.

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