GP Canada 2017, Hamilton come Senna: il ricordo di un sabato diventato leggenda

Nel GP Canada di 9 anni fa, Lewis Hamilton raggiunse Senna con la pole 65 e ricevette il casco del brasiliano: uno dei momenti più emozionanti della Formula 1 moderna
GP Canada 2017, Hamilton come Senna: il ricordo di un sabato diventato leggenda
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Ilaria ToscanoIlaria Toscano

Pubblicato il 22 maggio 2026, 11:24

Ci sono momenti nello sport che superano il semplice risultato. Attimi che smettono di appartenere soltanto alle statistiche e diventano memoria collettiva. In Formula 1 accade raramente, perché tutto corre veloce: le macchine, le stagioni, i record. Eppure Montréal, nel giugno del 2017, riuscì a fermare il tempo.

Ora che il Mondiale torna al Circuit Gilles Villeneuve per il GP del Canada 2026, è impossibile non tornare con la mente a quel sabato speciale vissuto da Lewis Hamilton. Una giornata in cui il campione britannico non conquistò soltanto una pole position, ma entrò definitivamente nella storia della Formula 1 accanto al nome che più aveva amato da bambino: Ayrton Senna.

La pole numero 65 per Lewis Hamilton

Le qualifiche del GP del Canada furono intense, tirate fino all’ultimo millesimo, Hamilton lo sapeva bene: serviva un giro perfetto, senza esitazioni.

Lewis lo costruì curva dopo curva, migliorando progressivamente il ritmo a ogni uscita in pista. Quando tagliò il traguardo dell’ultimo tentativo, il cronometro sancì qualcosa di enorme: pole position numero 65 in carriera.

Un numero che in Formula 1 aveva un peso enorme, perché significava eguagliare il record di Senna.

Hamilton scese dalla macchina con un sorriso quasi incredulo. “Non riesco a credere che mi sia uscito così bene”, disse subito dopo le qualifiche. Poi i complimenti al team Mercedes, il ringraziamento agli uomini della fabbrica e la consapevolezza di aver finalmente centrato un traguardo che inseguiva da tempo.

Sapevo che la pole numero 65 mi aspettava”, raccontò Lewis. E Montreal, ancora una volta, si confermava una delle sue piste del cuore.

Il regalo della famiglia Senna

Ma ciò che trasformò quella pole in un momento immortale arrivò pochi minuti più tardi.

La famiglia Senna si presentò davanti a Hamilton con un regalo dal valore emotivo incalcolabile: uno dei caschi originali indossati da Ayrton nella stagione 1987 al volante della Lotus F1.

Per qualche secondo Lewis rimase senza parole.

Lo prese tra le mani quasi con delicatezza, osservandolo in silenzio. Poi arrivarono parole semplici, ma profondissime: “Lui è stato quello che mi ha ispirato. Eguagliarlo e ricevere questo regalo dalla sua famiglia è grandioso”.

In quell’istante il paddock smise di essere soltanto il centro nevralgico della Formula 1 moderna. Diventò il punto d’incontro tra due generazioni, due campioni diversissimi ma accomunati dalla stessa capacità di lasciare un segno dentro e fuori dalla pista.

Il giro sulla Safety Car davanti a Montréal

L’emozione non finì lì. Hamilton salì sulla Safety Car portando con sé il casco di Senna e percorse un giro del circuito mostrando il regalo ai tifosi. Le tribune di Montreal risposero con un applauso lunghissimo, quasi liberatorio.

Era il tributo non solo a un pilota straordinario, ma a ciò che Senna aveva rappresentato per milioni di appassionati nel mondo. E vedere Hamilton stringere quel casco sembrava quasi un passaggio di consegne simbolico.

Più che un record eguagliato, era il riconoscimento di un’eredità.

Montréal, una seconda casa: sfoglia le pagine per continuare a leggere (1/2)

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