Bearman e il debutto in Ferrari: "Il mio collo era andato, la F2 non ti prepara a questo"

Il giovane pilota della Haas torna sul GP di Jeddah del 2024 in cui ha dovuto fare i conti con la fatica fisica oltre che con la pressione di guidare una Rossa. E poi il ricordo su Schumacher
Bearman e il debutto in Ferrari: "Il mio collo era andato, la F2 non ti prepara a questo"
© Getty Images

Lorenzo LucidiLorenzo Lucidi

Pubblicato il 18 maggio 2026, 16:28 (Aggiornato il 18 maggio 2026, 14:43)

Per un pilota il debutto in Formula 1 è sempre un momento di grande emozione e di forte pressione. Se poi tale debutto avviene con una vettura di un top team, e per di più all'ultimo minuto su una delle piste più impegnative del Mondiale, quella pressione rischia di diventare insostenibile. Lo sa bene Oliver Bearman, che all’inizio di marzo 2024, ad appena 19 anni, è stato gettato nella mischia di Jeddah al volante della Ferrari di Carlos Sainz, ricoverato a causa di un’appendicite. Un’esperienza che il giovanissimo pilota britannico ha ripercorso in un video pubblicato dalla F1 su YouTube insieme al suo attuale compagno di squadra in Haas, Esteban Ocon, rivelando alcuni dettagli interessanti su quei concitatissimi giorni.

Dalla pole F2 alla Ferrari F1 in un giorno

Arrivato a Jeddah per la gara di Formula 2 in Arabia Saudita, Bearman aveva iniziato il week end nel migliore dei modi, ottenendo una brillante pole position al volante della sua Prema. Poi la chiamata inattesa: Carlos Sainz sta male, e c’è bisogno di un sostituto al più presto. La scelta ricade su Ollie, la cui esperienza è limitata a una stagione di F2 e a qualche sessione su una monoposto F1 nelle prove libere con la Haas e con una vecchia Ferrari a Fiorano. Quanto basta per avere una superlicenza in tasca, ma molto meno di quanto un giovane pilota spererebbe di avere prima di debuttare in gara.

Archiviate le FP3 al decimo posto, Bearman riesce a qualificarsi undicesimo, mancando di pochi centesimi l’accesso al Q3. In gara, Ollie sorprende tutti: mentre papà David cammina nervosamente per il box Ferrari, il giovanissimo britannico prende confidenza con la pista e con la SF-24, correndo in difesa nelle prime fasi poi acquisendo abbastanza fiducia da effettuare alcuni sorpassi. Alla fine, al traguardo è settimo, davanti a piloti del calibro di Lando Norris e Lewis Hamilton, con il quale scambierà un affettuoso abbraccio una volta sceso dalla monoposto.

Per la Ferrari, la performance di Bearman vale sei punti, zero euro spesi in danni alla monoposto e soprattutto la consapevolezza di avere un grande talento in casa. Per Ollie è il primo assaggio di un impegno concretizzato nel 2025 con la promozione a pilota titolare in Haas, ma è anche il momento in cui capisce la fatica – fisica ma non solo – di correre un week end in Formula 1.

Bearman rivela la fatica di guidare un intero GP

Assistendo alle immagini del proprio debutto a Jeddah insieme a Ocon, Bearman spiega come la pista saudita abbia messo a dura prova la sua resistenza fisica. Il mio primo giro nelle FP3 è stato più veloce di 12 secondi rispetto alla mia pole in Formula 2 ha raccontato Ollie – Dopo la prima sessione, il mio collo era già andato”. 

“È folle come niente ti prepari a questo – osserva Ocon, che il suo debutto in F1 l’aveva avuto nel 2016 al volante della Manor Puoi allenarti quanto vuoi in palestra, ma anche se ti alleni bene puoi resistere cinque giri”.

Per me la Formula 2 era stata facile riprende ancora Bearman – il collo lì non è mi stato un problema. Poi ho corso una gara di Formula 1, e il mio collo è sparito. È stato un passaggio folle, ma anche una notte divertente. Mio padre ai box era più stressato di me? Sicuro! Io non potevo permettermi di esserlo, ero troppo impegnato a tenere dritto il collo”.

Il racconto di Bearman, seppure non del tutto inedito, evidenzia quanto guidare una monoposto di F1 sia impegnativo, anche per un pilota della categoria immediatamente inferiore. Tanto più a Jeddah, dove i velocissimi curvoni mettono a dura prova il collo sottoponendolo ad accelerazioni laterali vicine ai 5 G.

Bearman e Ocon in coro: "Schumacher, che icona!"

Nel corso del video pubblicato dalla F1 sul proprio canale YouTube, il duo della Haas reagisce a numerosi episodi della storia della categoria, tra cui anche alcune gare di Michael Schumacher. Né Bearman né Ocon hanno nascosto la loro emozione nell’assistere a tali scene e la loro ammirazione nei confronti del 7 volte Campione del Mondo e dei suoi avversari, tra cui Hill, Montoya e Raikkonen. Nonché per le monoposto V8 e V10 dell’epoca. “Lottavano come pazzi. E guarda quelle auto! – commentano i due – Sette Titoli, che icona”.

Michael è il pilota che mi ha fatto amare questo sportaggiunge Ocon. Avrei voluto essere grande abbastanza da vederlo correrespiega infine Bearman, classe 2005, nato quando il Kaiser aveva già vinto tutti i suoi Mondiali.

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