McLaren crede nei titoli, cosa manca alla MCL40 per vincere

Si fa fatica oggi a intravedere degli avversari di Antonelli e della Mercedes per il titolo. A Woking credono nello sviluppo della monoposto, Norris quantifica il gap
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McLaren crede nei titoli, cosa manca alla MCL40 per vincere
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Fabiano PolimeniFabiano Polimeni

Pubblicato il 12 maggio 2026, 13:31

Stella, invece, sottolinea: “Dovremmo fare attenzione, siamo solo alla quarta gara, a dare un giudizio sin da adesso sui campionati alla fine della stagione. A Miami abbiamo introdotto il primo aggiornamento ed è una pista sulla quale storicamente abbiamo fatto molto bene. Dovremo aspettare e vedere dell’altro.

Al tempo stesso, sappiamo di poter sviluppare ulteriormente la nostra macchina. Già prima di Miami avevamo detto che i campionati non erano ancora finiti, tornando al presente, vogliamo assolutamente difendere i titoli”.

MCL40, servono miglioramenti sul veloce

Antonelli permettendo, bravo a sfruttare al meglio il potenziale della Mercedes e con l’interrogativo di quanto margine ancora abbia Kimi nella crescita personale e la W16 nel potenziale da esprimere in pista.

Per mettere in discussione una cavalcata che pare, oggi, limitata a un confronto Antonelli-Russell, servirà che McLaren e Ferrari inizino a mettere dietro le Mercedes. Improbabile per quanto visto a Miami, dove Norris ha sottolineato come le differenze siano sì piccole ma “il passo al termine dello stint su gomme medie era di molto superiore al mio”, riferendosi al ritmo tenuto da Antonelli. “E’ stato impressionante quanto siano andati bene al termine del primo stint. Noi non siamo ancora abbastanza forti sulle curve da media velocità, siamo troppo deboli sulle curve veloci e ci manca ancora un po’. Qualcosa come un decimo”.

Brown, anche McLaren osserva l'ala Macarena

Montreal sarà un’altra gara nella quale la gestione delle gomme più morbide, in caso di week end caldo, potrà fare la differenza. Insieme all’efficienza sui rettilinei, un aspetto sul quale McLaren studia le soluzioni viste su Ferrari e Red Bull. Due interpretazioni molto diverse dell’ala rotante, entrambe con la ricerca di un vantaggio sulla riduzione estrema del drag. Un componente sul quale Zak Brown ha detto: “Lo stiamo osservando, come potete immaginare tutte le squadre guardano ciò che fanno i rivali. È una soluzione furba e pensiamo possa dare dei vantaggi, non siamo sorpresi di vedere un altro team usarla”.

Con le gare in Canada e Monaco prossime tappe del mondiale, McLaren avrà tempo fino al Gran Premio di Catalogna a Barcellona per fare il passo in avanti decisivo per provare ad agganciare Mercedes nelle prestazioni sulla curve veloci e la gestione delle gomme in gara.

(2/2).

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