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Zanardi e... la F1: un amore tormentato

Pubblicato il 5 maggio 2026, 08:40 (Aggiornato il 5 maggio 2026, 10:42)
Il giorno che arrivò, era il 1991, fu come un sogno realizzato. Il giorno che se ne andò, era il 1999, fu come essersi tolto di dosso un peso. Nel mezzo, una vita randagia nel mucchio della Formula 1, una serie di successi in America, un ritorno che non fu come avrebbe voluto, potuto e dovuto essere. La F1 è stato l'amore non corrisposto di Alex Zanardi, almeno in termini di risultati. Perché quando poi a Monza 2001 si venne a sapere del suo incidente del Lausitzring, in tanti avevano il magone.
Alex e la scintilla mancata in F1
Perché la sua generosità, Alex Zanardi, aveva fatto in tempo a distribuirla anche nello spietato mondo del Circus. Un mondo dal quale raccolse, evidentemente, meno di quanto avrebbe meritato: 41 GP iniziati, tre non qualificazioni, 1 solo punto. E dire che i nomi per i quali aveva corso erano interessanti: Jordan, Minardi, Lotus, Williams.
Nei corridoi della Lotus, o quel che ne restava, camminava per la sede e ne respirava la storia: una storia ai capitoli finali, certo, ma pur sempre la storia di un team che era stato grandissimo e che resta tra i più vincenti di sempre. "Un giorno magari farò il giornalista e racconterò queste storie", confidava.
A suo modo lo fece, quando fu voce e volte di "Sfide", quel bellissimo programma di racconto sportivo romanzato in tv. Ma anche dopo quella Lotus ci riprovò, ad essere protagonista in quel mondo dorato tanto diverso dalla CART che lo aveva fatto diventare un volto estremamente popolare in America. Non andò bene, non sempre per colpe sue.
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