Il paziente Formula 1 ora sta meglio: "Non serviva una rivoluzione, il pacchetto è valido"

Tombazis, responsabile monoposto Fia, fa il punto sul processo che ha portato all'approvazione delle modifiche sul funzionamento della power unit
Il paziente Formula 1 ora sta meglio: "Non serviva una rivoluzione, il pacchetto è valido"
© Pirelli

Fabiano PolimeniFabiano Polimeni

Pubblicato il 23 aprile 2026, 09:52

Dopo che a parlare sono stati i dati esaminati dal gruppo tecnico della Fia, le simulazioni sui possibili scenari legati ai possibili interventi applicabili alle power unit, adesso la parola passa alla pista. Miami, tra una settimana, con due qualifiche - Sprint e tradizionale -, dirà in quale misura sarà migliorata la Formula 1.

Lo farà su un circuito sulla carta con buone occasioni di recupero energetico in frenata, essendo presenti tre staccate importanti in curva 1, 11 e 17, più due di intensità medio-bassa (curva 7 e 14). A cambiare sostanzialmente sarà l’erogazione della potenza elettrica, soprattutto in gara, dove ci aspettiamo una definizione chiara dei punti del circuito nei quali il MGU-K potrà erogare 476 cavalli e quelli in cui, invece, verrà limitato a 340 cavalli.

Quanto al superclipping, in qualifica e gara a 350 kW, sarà una fase di funzionamento del motore termico che impatterà sul lungo rettilineo tra curva 16 e 17. Vedremo se e in che misura il maggior recupero energetico intaccherà il mantenimento della velocità massima.

Tutti d'accordo: non era una F1 in "terapia intensiva"

“Penso sia importante che sappiate che nessuno tra noi credeva che il paziente fosse uno sport in terapia intensiva. C’erano dei problemi da risolvere. Forse era uno sport a cui serviva fare un po’ di esercizio fisico in più, mangiare un paio di mele al giorno, prendere un po’ di vitamine. È su questo che stiamo lavorando: non è una rivoluzione. Pensiamo di avere un buon pacchetto ed è normale apportare dei correttivi”, le parole di Nicholas Tombazis, responsabile monoposto della Fia, intervenuto per spiegare la logica e il processo seguito dalla Federazione per rivedere le regole.

Un percorso “a ostacoli” nel senso di più voci da ascoltare e con interessi da comporre, che fossero quelli delle squadre nelle loro diverse esigenze e rapporti di prestazione, quelli della Fom sul tipo di prodotto da offrire al pubblico, fino alla posizione dei piloti.

Molte cose positive e alcuni cambiamenti necessari

“I regolamenti 2026 sono il più grande cambiamento mai avuto nella storia della Formula 1, ed erano importanti per mantenere la rilevanza tecnologica con l’aumentata elettrificazione. Abbiamo sempre saputo che presentavano certe sfide e abbiamo sempre detto che avremmo condotto un riesame dopo le prime gare, che sono andate abbastanza bene per molti aspetti. Sono state gare emozionanti, si è battagliato parecchio e ci sono stati sorpassi, però c’erano aree nelle quali serviva intervenire”, continua Tombazis.

Abbiamo adottato un approccio di evoluzione e affinamento, non di una rivoluzione, che non pensavamo servisse. Detto ciò, la Formula 1 coinvolge una serie di portatori d’interesse, oltre alla Fia, come i portatori d’interessi commerciali (Fom; ndr), le squadre, i motoristi e anche i piloti sono importanti. Senza dimenticare i tifosi. Per arrivare a questi cambiamenti abbiamo dovuto tenere conto di tutto ciò.

La posizione dei piloti è stata piuttosto omogenea, tutti hanno spinto per delle modifiche in qualifica, in modo da poter spingere di più e godersi maggiormente la guida. Hanno spinto anche per affrontare certe preoccupazioni legate alla sicurezza. Erano abbastanza uniti e il loro contributo è stato molto importante.

Quanto a quel che vedremo in pista, queste modifiche non cambieranno radicalmente il quadro. Le qualifiche verranno affrontate dai piloti maggiormente all’attacco, forse si percepirà vedendole e si sentirà dal sound delle power unit”.

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