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Mercedes tiene d'occhio l'Aduo: Honda a parte, livello simile

F.P.
Pubblicato il 22 aprile 2026, 10:41
Il meccanismo servirà per una convergenza delle prestazioni e non è certo un riequilibrio da intendere alla pari di un Balance of Performance. Altro è l’Aduo, acronimo di Additional development and upgrade opportunities (opportunità aggiuntive di sviluppo e aggiornamento), che il regolamento tecnico concede ai motoristi le cui power unit dovessero risultare prestazionalmente distanti più del 2% o più del 4% dai dati presi quale benchmark.
Quel riferimento, definito dal Performance Index del motore termico, sarà con ogni probabilità Mercedes e, sulla base dei dati raccolti dalla Federazione relativi al motore termico e con alcuni fattori della parte elettrica della power unit, dopo Miami verrà ufficializzata la concessione di un’opportunità di sviluppo durante l’anno, più una nel 2027 ai motoristi che dovessero essere oltre il 2% di gap prestazionale ma sotto al 4%. Chi si posizionerà oltre il 4% beneficerà di 2 interventi Aduo da spendere durante l'anno e 2 nel 2027.
Aduo dà, Aduo toglie
Tali opportunità di ulteriore sviluppo, una volta assegnate, se nella successiva finestra di osservazione, composta da 6 Gran Premi, il Performance Index dovesse rientrare sotto al 2% potranno essere neutralizzate le opportunità ulteriori, in modo da evitare uno sbilanciamento delle prestazioni in senso opposto. Il meccanismo, in sintesi, prova a garantire una competizione e confronto all’interno di un normale gap di prestazione individuato entro il 2%.
Honda a parte, tutti simili secondo Mercedes
Ferrari, Audi e, ovviamente, Honda, confidano nelle chance di sviluppo ulteriore per intervenire sui componenti aggiornabili in regime di Aduo. Chi osserva con attenzione - e il timore che il meccanismo possa essere usato per modificare i rapporti di competitività visti finora - è Toto Wolff.
“Il principio dell'Aduo era quello di consentire alle scuderie in svantaggio sul propulsore di recuperare terreno, ma non di superare le avversarie. Deve essere ben chiaro che, indipendentemente dalle decisioni prese e dalla squadra a cui verrà concesso l’Aduo, qualsiasi decisione di questo tipo potrebbe avere un forte impatto sui risultati e sul campionato, se non viene presa con assoluta precisione, chiarezza e trasparenza.
Deve essere chiaro che qui non c’è spazio per i giochi di potere, ma è necessario che la FIA agisca in base all’Aduo con lo spirito giusto. Le squadre avranno il quadro sulle loro prestazioni e, a quanto sembra, c'è un motorista che ha un problema e che dobbiamo aiutare. Per il resto, tutti gli altri sono più o meno allo stesso livello e sarei davvero molto sorpreso e deluso se le decisioni prese dall’Aduo dovessero interferire in qualche modo con l'attuale gerarchia.
Tutti stiamo osservando con attenzione come vengono prese le decisioni e disponiamo di dati precisi, ricavati dalle nostre analisi, che ci consentono di confrontare le prestazioni dei motori nostri e dei nostri concorrenti. Penso che la FIA stia esaminando gli stessi dati e spero vivamente che continui a considerarsi garante dell'integrità di questo sport, perché non si vuole consentire l'uso dell'Aduo a una squadra che improvvisamente supera qualcun altro. E’ sempre stato concepito come un meccanismo di recupero e non come un meccanismo di sorpasso”.
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