Verstappen: salviamo il salvabile di queste PU, poi cambiamo

Due frazionamenti devono essere la base del futuro ciclo tecnico secondo Max, che parla del confronto con Fia e F1 e del contributo che vuole lasciare alla categoria
Verstappen: salviamo il salvabile di queste PU, poi cambiamo
© Getty Images

Fabiano PolimeniFabiano Polimeni

Pubblicato il 17 aprile 2026, 11:18

Max Verstappen a teatro. No, non è il prossimo impegno extra-Formula 1 dell’olandese, che si appresta a correre le gare di qualificazione al Nurburgring. Piuttosto, a teatro è stato protagonista di un evento con l’emittente olandese Viaplay, dal quale ha fatto luce sul futuro proprio e su quello della Formula 1.

Ha parlato dell’addio di Gianpiero Lambiase, raccontando come sia stata una decisione supportata appieno: “Mi ha raccontato che tipo di offerta gli era stata fatta e gli ho detto che sarebbe stato da sciocchi non accettare. Abbiamo già raggiunto tutto insieme, poi con un’offerta così straordinaria, anche vista dalla prospettiva della sua famiglia e della sicurezza che ne deriverebbe. Mi ha chiesto una sorta di approvazione e io gli ho detto che doveva assolutamente accettare. Voleva sentirlo dire proprio da me”.

Bene il confronto ma c'è un limite di base

Spostando l’obiettivo sul miglioramento del regolamento tecnico e, soprattutto, sulla direzione che deve imboccare la categoria per il futuro ciclo di power unit, già Stefano Domenicali ha evidenziato il contributo che i piloti stanno offrendo in termini di consigli sulle modifiche da introdurre.

 

Verstappen è ancora più preciso nel segnalare limiti e opportunità: “Il fatto che stiamo dialogando è già un passo avanti. Il problema è che, sebbene sia possibile modificare leggermente questi regolamenti, alla base c’è qualcosa che non va. Non tutti lo ammetteranno pubblicamente, ma è così. Io sto solo cercando di adattarmi e anche se tra qualche anno smetterò, voglio che questo sport rimanga dignitoso”.

Il problema di fondo è legato a una rilevanza esagerata della componente elettrica sul sistema ibrido, è legato all’assenza di sufficienti sistemi di recupero energetico che portano a dover supplire con l’intervento del motore termico, sacrificando una parte della potenza. Si potrà correggere la traiettoria tracciata ma l’idea di base della centralità della gestione energetica resterà il tratto fondante, se non si andrà a rivedere il rapporto 50:50 tra potenza elettrica e termica.

 

Slegare la F1 dall'industria

La lezione sembrerebbe sia stata appresa, la lezione di uno sport che farebbe meglio a svincolarsi dalle tendenze del momento di un’industria dell’auto oggi in un processo di dietrofront (o quasi) rispetto alle velleità di una mobilità esclusivamente elettrica immaginata dal legislatore europeo e, nel 2021, pienamente sostenuta da quei costruttori poi finiti in crisi di vendite e guadagni.

Ecco, nel 2031 arriverà una nuova power unit, Stefano Domenicali ha ribadito come  il regolamento andrà discusso e definito quest’anno e la possibilità che si torni a un motore termico supportato da un ibrido semplificato e meno invasivo è concreta.

“Qualcosa deve cambiare”, ha ribadito Verstappen, e “opterei per il ritorno dei motori V10 o V8”. Difficile immaginare Max ancora in Formula 1 nel 2031, posto che sia quello l’orizzonte per il debutto delle nuove power unit.

Così, l’impegno per riportare la categoria ai motori “giusti” diventa quasi una lotta per l’identità della Formula 1, che in futuro venga riconosciuta anche come l’impegno “politico” di Verstappen.

 

 

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