Temi caldi
Critiche e attacchi alla F1: non sarà perfetta ma i piloti considerino quanto dà

Pubblicato il 16 aprile 2026, 10:21
Per dirla in termini giuridici, sono pareri non vincolanti quelli che arrivano dai piloti sull’orientamento che la Formula 1 dovrebbe seguire per migliorare le attuali power unit. Fia, squadre, motoristi, FOM, tracciano la linea dello sport. Il nostro parere non conta nulla, ricordava pochi mesi fa Lewis Hamilton, su una linea già espressa in passato da Norris, su altri temi.
Hamilton peraltro tra i pochi che hanno “difeso” l’attuale ciclo tecnico nella parte in cui assicura la lotta in pista tra monoposto, mai tanto ravvicinata e continua, senza perdere prestazione dal trovarsi in aria sporca. Poi ci sono le critiche feroci su una gestione della corsa lontanissima dall’idea che, ciascun pilota, può avere della Formula 1. La posizione di Max Verstappen vale per riassumere la posizione più estrema di contestazione.
Domenicali e il coinvolgimento dei piloti
“I colloqui che ho con i piloti sono assolutamente molto aperti e sanno che mi importa delle loro opinioni, voglio che vengano coinvolti. È chiaro che, a volte, c’è una sorta di gioco delle parti che devi avere. Se parli con i piloti al vertice saranno sempre contenti perché stanno vincendo, mentre gli altri potrebbero essere frustrati perché amano un modo diverso di correre, che rispetto”, ha commentato Stefano Domenicali, intervistato da Autosport.
La premessa è utile per finire al cuore della questione: criticare la Formula 1 va bene, ma entro il limite di non “danneggiarne” la sua immagine. Un’immagine che rappresenta un business da svariate decine di miliardi di dollari, cresciuto a dismisura negli ultimi 5 anni e con i benefici di un settore tra sport ed entertainment trasferiti, a cascata, alle squadre a ai piloti.
“Ai ragazzi ho detto: ascoltate, non dimenticate che quello che stiamo facendo è perché abbiamo fatto, insieme, le cose giuste. Siate rispettosi di uno sport che ha dato a tutti noi un’incredibile opportunità di crescita, di avere molti soldi e di sviluppare una personalità nel mondo che, in altri sport che potreste amare di più, non potrebbero darvi. Penso che sia stato riconosciuto”, ha sottolineato Domenicali.
Max propositivo, no ad antagonismi
Una visione realista che, volendo trasferirla nello specifico alla posizione critica di Verstappen, al suo vivere il motorsport senza mezze misure e con la nota predisposizione a puntare i piedi su questioni che potremmo definire di “identità”, forse ha una presa minore che su altri piloti.
“Con Max abbiamo parlato molte volte, ci capiamo nel senso che comprendo i suoi commenti e lui capisce il quadro più ampio. Ci siamo ritrovati anche oggi (al tempo dell’intervista; ndr) in un incontro nel quale è stato molto disponibile a dare suggerimenti e non voglio cadere nella trappola di creare un antagonismo, perché non è da me e non è il modo in cui vogliamo vedere la cosa.
Lui è il miglior pilota, è un pluri-iridato ed è una voce da ascoltare. Chiaramente sa che la sua voce ha un peso e deve rispettare il peso che ha, perché a volte la persone possono interpretarlo nel modo sbagliato e non dovremmo permettere che accada”, ha concluso l’a.d. di F1.
Critiche, senza uscire dal segno.
Iscriviti alla newsletter
Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail
Commenti
Loading
