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Newey e Waché, le responsabilità in Aston e Red Bull oltre le power unit

Pubblicato il 7 aprile 2026, 15:46
Così a essere messo in discussione è il ruolo stesso di Waché, con l’area tecnica che dovrà provare a ripetere il recupero di prestazione attuato la scorsa estate per risollevare un quadro molto negativo nell’area in cui era meno attesa una sofferenza così marcata.
Il telaio Aston? Distante dal vertice
Da Milton Keynes al Campus Aston Martin per trovare il progetto Aston Martin lontano anni luce da quelle che erano le premesse e le attese. La power unit Honda è la grande accusata, giustamente, dell’assenza di competitività, tuttavia, anche la AMR26 sarebbe distante dall’essere un telaio di vertice. Newey in Australia collocava la AMR26 come quinta miglior macchina del lotto se non avesse il gap di competitività della power unit Honda: un po’ poco vista l’occasione offerta dai nuovi regolamenti di sviluppare soluzioni innovative e in grado di fare la differenza di prestazione sui rivali.
Aspettando i lunghi tempi di recupero sul lato power unit, da Miami sarà interessante leggere la crescita che il team riuscirà a produrre sul telaio (sovrappeso) e la prestazione aerodinamica, per colmare gli oltre 2” che separano Aston dalle squadre immediatamente alle spalle di Mercedes, Ferrari, McLaren. Avversari “noti” per la squadra di Stroll, perché negli ultimi anni in sfida, Alpine e Haas, a metà schieramento.
La lettura d’insieme dei due fronti, Red Bull e Aston Martin, lascia l’interrogativo, tutto teorico, su cosa avrebbe potuto mettere insieme il gruppo di lavoro che per oltre due decenni ha fatto le fortune della quadra di Milton Keynes se non avesse subito la disgregazione interna tra il 2024 e il 2025 dovuta alla vicenda personale di Christian Horner.
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