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Mercedes e Red Bull, l'ultima soluzione "creativa" sull'elettrico spiegata semplice

F.P.
Pubblicato il 2 aprile 2026, 10:25
Tra le mille possibilità di “gestione creativa” della parte elettrica delle power unit, l’ultimo stratagemma che sfrutta il modo in cui sono scritte le norme tecniche, riguarda l’uso del sistema MGU-K nel giro di qualifica. In una fase molto specifica, ovvero, il tratto finale che porta sul traguardo, con un vantaggio tanto più concreto quanto è esteso l'allungo.
Protagonisti dell’ultimo “caso” tecnico sono, nemmeno a dirlo, Mercedes e Red Bull. Non si tratta di una violazione delle regole, piuttosto, di una loro interpretazione oltre la lettera della norma, sulla quale la Ferrari ha avanzato una richiesta di chiarimento alla Federazione, sollevando un problema di violazione dello spirito del regolamento.
Come deve intervenire la parte elettrica
Scendendo nella sostanza dello stratagemma usato da Mercedes e Red Bull in qualifica, è legata allo sfruttamento della curva di potenza erogata dal MGU-K. Il regolamento prevede che il calo di apporto della parte elettrica, al raggiungimento di una certa velocità, segua una riduzione di 50 kW al secondo. La curva di potenza delle power unit prevede che fino ai 290 km/h il MGU-K (motogenerator unit-kinetic) possa erogare tutta la potenza di cui è dotato, ovvero, 350 kW (476 cavalli). Superati i 290 orari l’apporto deve decrescere, fino a essere zero ai 355 km/h. È la fascia di velocità nella quale si inserisce la possibilità di Overtake Mode.
L’uso alternativo fatto da Red Bull e Mercedes, solo in qualifica, sfrutta la possibilità data dal regolamento di passare da una diminuzione progressiva della potenza erogata dalla parte elettrica (50 kW/s) a un’interruzione improvvisa, a valore finale e tempo invariato. Attuare questo taglio improvviso comporta, da regolamento, il blocco per i 60 secondi successivi dell’apporto del MGU-K sul sistema power unit. Una condizione che finisce per impattare sul funzionamento stesso del motore termico, con il rischio di ritrovarsi senza potenza.
Adottare tale strategia in qualifica consentirebbe, nei tratti finali che precedono il traguardo caratterizzati da un allungo in velocità, come a Suzuka, di poter contare su tutti i 350 kW di potenza per un lasso di tempo prolungato, anziché subire il decrescere progressivo della spinta elettrica perdendo 50 kW/s (68 cavalli/secondo); il rovescio della medeglia è il dover subire un blocco dell’erogazione per i 60 secondi successivi, blocco che sulla prestazione finale non incide, essendo il giro successivo a quello veloce un giro solitamente di rientro ai box.
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