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Formula 1, un aprile di riflessione e decisioni su come cambiare

Pubblicato il 30 marzo 2026, 09:37
Tre indizi fanno una prova. Che la Formula 1 e la Fia non possono ignorare. Il tema è, inevitabilmente, ancora quello del tipo di gare che l’attuale ciclo tecnico obbliga a correre, e l’importanza massima della gestione energetica della della power unit, anziché la ricerca della prestazione massima al limite (o quasi).
Suzuka ha esposto, come già Melbourne, i limiti del rapporto 50:50 tra potenza elettrica e potenza prodotta dal motore termico. È un sentimento comune alla maggioranza dei piloti quello di una sfida in curva, al volante delle Formula 1, lontanissima dal passato. Verstappen, Sainz, Alonso, Perez, Bearman, poi Leclerc sulla condizione specifica del giro di qualifica, sono le voci a vario modo critiche. Le curve veloci non esistono più, sostituite da occasioni di recupero energetico in coasting.
Migliorare si può
Ecco, da questa condizione della realtà serve partire per discutere come cambiare e da quando. Non sarà il fastidio di Verstappen verso questo tipo di Formula 1 a guidare il cambiamento, certo è che si tratta di una voce che non può essere ignorata, al di là delle prospettive di addio per fare altro.
A poche ore dall’incidente tra Bearman e Colapinto a Suzuka, la Fia ha diffuso una nota con la quale fissa dei punti chiari. “Per come sono stati concepiti i regolamenti, comprendono una serie di parametri variabili, specialmente in rapporto alla gestione dell’energia, che permettono un’ottimizzazione basata su dati reali. La posizione di tutti i portatori di interesse è stata costantemente quella di un riesame che ci sarebbe stato dopo la fase d’apertura della stagione, per consentire la raccolta e l’analisi di una mole sufficiente di dati. Sono programmati una serie di incontri ad aprile, per valutare come i nuovi regolamenti hanno operato e decidere se sono necessari degli affinamenti”, anticipano dalla Federazione. Già durante i test in Bahrain vi erano stati degli incontri della Commissione F1 per valutare un intervento ancor prima del GP d’Australia. Si decise di aspettare la realtà del week end di gara e non intervenire in modo impulsivo. Ora che tre esempi completi e su piste molto diverse tra loro sono diventati dati oggettivi, cambiare, adattare l’adattabile, è una mossa di buonsenso.
Davanti c’è un mese di tempo per studiare, discutere, intervenire su come variare l’apporto dell’elettrico e del termico. Su come evitare l’esaurimento dell’energia sui circuiti più esigenti. Ne va dell’essenza della Formula 1, che non può derubricarsi a una sfida di velocità e gestione dei cavalli. “Qualsiasi potenziale regolazione, specialmente relativa alla gestione dell’energia, richiede un’attenta simulazione e un’analisi dettagliata. La Fia continuerà a lavorare con una collaborazione ravvicinata e costruttiva con tutti i portatori di interesse per garantire il miglior esito possibile per lo sport. La sicurezza resterà sempre un elemento fondante della missione della Fia. In questa fase, qualsiasi speculazione relativa alla natura dei potenziali cambiamenti sarebbe prematura. A tempo debito verranno comunicati ulteriori aggiornamenti”, sottolinea la nota Fia.
Qualifiche da migliorare, in gara cambia la difesa
Nel dopogara di Suzuka, Leclerc - insieme a Piastri e Antonelli - ha commentato la necessità o meno di apportare modifiche alla power unit, alla luce dell’incidente tra Bearman e Colapinto, nato dalla differenza di velocità tra la Haas e l’Alpine.
“Con queste auto è necessario correre in modo diverso, su questo non c’è dubbio. Uno dei temi discussi era proprio quello dello spostamento o cambio di direzione ogni volta che si va in super clipping, è quello che crea situazioni piuttosto pericolose. Se sia necessario cambiare assolutamente tutto per la gara, non lo so. Non credo di essere l'unico a parlarne con gli altri piloti, in realtà mi piacciono queste auto per la parte relativa alle possibilità che danno di gareggiare.
Per le qualifiche penso ci siano delle modifiche che dobbiamo apportare per poter spingere le macchine al limite senza dover pensare troppo al consumo energetico. In gara credo che dipenda anche da semplici aggiustamenti da parte nostra, nella difesa, tenendo conto che le differenze di velocità possono essere più rilevanti, e in questo senso mi riferisco più alle vetture che si trovano a dover difendere che non quelle in attacco. Anch’io, in Australia, ho vissuto dei momenti piuttosto complicati con George. Penso che le cose miglioreranno con il tempo, ma sicuramente è complicato”.
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