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Guerra in Iran, la F1 cancella Bharain e Arabia Saudita

Pubblicato il 13 marzo 2026, 17:31 (Aggiornato il 15 mar 2026 alle 07:15)
Mentre il WEC, dopo il rinvio della gara in programma il 28 marzo, ha trovato la nuova collocazione della 1.812 km del Qatar, il prossimo 24 ottobre, per quanto riguarda le sorti dei GP del Bahrain e dell’Arabia Saudita l'esito è lo stess. Si va verso la cancellazione delle gare a Sakhir e Jeddah, previste originariamente in calendario il 12 e 19 aprile, con una decisione della FIA. Federazione che, nell'immediatezza dell'inizio della guerra in Iran, ha sottolineato l'importanza assoluta delle condizioni di sicurezza per tutto il personale della Formula 1 operativo sul campo. Condizioni senza le quali è inevitabile la cancellazione degli eventi in programma.
Non ci sarà un recupero altrove. Una guerra che non pare, nell'immediato, possa attenuarsi, men che meno concludersi e che, dopo i bombardamenti di Israele e Stati Uniti sull'Iran, ha visto la reazione del regime di Teheran estesa all’intera area del Golfo Persico. Attacchi che ancora, nelle ultime orem sono stati diretti verso il Bahrain, verso Riad, capitale dell’Arabia Saudita, oltre a Dubai.
Due GP in meno e tanto spazio per lavorare allo sviluppo
Il calendario è destinato, quindi, a ridursi da 24 a 22 Gran Premi. Diversamente dall’opportunità avuta dal mondiale Endurance, il densissimo calendario della Formula 1 non dà opportunità di recupero nel finale di stagione di due gare tra le più ricche per i diritti pagati alla Fom. Aspettando le decisioni della Fia, la cancellazione del GP del Bahrain e dell’Arabia Saudita lascerà un intero mese di stop per il mondiale.
Dal GP del Giappone del 29 marzo, secondo il calendario attuale, il campionato riprenderà il 3 maggio a Miami. Un mese intero che sarà cruciale per accelerare lo sviluppo delle monoposto e presentarsi in Florida con macchine sostanzialmente evolute, vista l’assenza di due trasferte mediorientali. Un lasso di tempo che farà particolarmente comodo ad Aston Martin, vista la condizione critica in cui versa la power unit Honda. A voler leggere in chiave sportiva la cancellazione del GP a Jeddah, esce dal calendario un circuito molto esigente sull'energia, atteso con una gestione molto simile a quella, estrema, vista in Australia.
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