Ferrari verso il GP di Cina, oltre all'energia conterà molto altro

Le caratteristiche del circuito ridimensionano l'importanza del recupero energetico e sarà fondamentale il bilanciamento su diverse tipologie di curve
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Ferrari verso il GP di Cina, oltre all'energia conterà molto altro
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Fabiano PolimeniFabiano Polimeni

Pubblicato il 10 marzo 2026, 13:16

Ok, il funzionamento della power unit Mercedes ha fatto scuola in Australia, tanto si è dimostrata superiore nella capacità di recuperare energia e costruire un vantaggio decisivo nel settore di pista più esigente. Melbourne ha raccontato anche altro, a partire da una Ferrari SF-26 molto competitiva in gara, al netto del gap sulla power unit. Hamilton ha corso una seconda parte di Gran Premio, dopo il 36° giro, nella quale è stato a lungo il più rapido in pista, eguagliato solo da Antonelli ma dal giro 50 in avanti, mentre Russell e Leclerc oscillavano su tempi simili e più alti rispetto al ritmo impresso da Hamilton. Già questo vale come elemento positivo, sul feeling di Lewis con la monoposto, in grado di correre sulle prestazioni espresse da Charles.

Resta l’interrogativo su quanto potenziale abbia espresso Mercedes in Australia nel finale e quanto abbia corso in gestione, anzitutto delle gomme. A Shanghai, primo week end Sprint, si presenteranno condizioni di pista completamente diverse e sarà il terreno sul quale la Ferrari potrà provare e competere nuovamente con Mercedes, contendere la vittoria, su una pista meno esigente per il recupero energetico.

In cattedra il bilanciamento in curva

Avremo le risposte sulla validità del progetto SF-26 in una gamma di curve diversissime da Melbourne, molto più completa rispetto ai brevi inserimenti su pieghe a 90 gradi e velocità medio-basse.

L’appoggio prolungato in curva 1-2 a Shanghai servirà per leggere il bilanciamento tra gli assi e la precisione dell’anteriore nel richiamare su curva 3, poi l’efficacia in trazione in uscita, quella sul veloce cambio di direzione che caratterizza il tratto guidato nel settore centrale del circuito. Saranno i punti nei quali, stando alle impressioni viste nella prima gara, la SF-26 potrà provare ad attaccare Mercedes. Senza contare, in ottica gara, l’importanza della gestione gomme, molto più stressate in Cina e con un’unica sessione disponibile per trovare il bilanciamento d'assetto meccanico e aerodinamico ottimale verso la Sprint.

Nel week end sarà disponibile l’ala Macarena, con il flap a rotazione estesa, che potrebbe essere un aiuto sul lungo rettilineo di ritorno per il modo in cui riduce la resistenza all’avanzamento, oltre alla funzione “aerofreno” nel passaggio dalla Straight alla Corner Mode.

Vasseur e il gap da colmare

Guardando al prossimi fine settimana, Fred Vasseur è ottimista sui valori in campo. Intervistato da Auto Hebdo ha ridimensionato a 3-4 decimi il distacco dalla Mercedes, legando gli 8 decimi accostati in qualifica alla specificità del circuito sul recupero d'energia: “Mercedes era più veloce ma non credo che avesse otto decimi di vantaggio: piuttosto tre o quattro. Vedremo in Cina, dove le condizioni saranno completamente diverse e dovrebbero esserci anche venti gradi in meno”.

Cina e, due settimane più tardi, Giappone - dove arriveranno altre novità tecniche sulla SF-26 -, diranno in modo completo quali sono i punti di forza e i limiti delle uniche due macchine emerse, a Melbourne, come potenzialmente in lotta per vincere. Aspettando una Red Bull ancora da decifrare con il fattore Verstappen inserito nelle posizioni di partenza che gli competono.

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