Quale F1 ci aspetta? Norris sullo stile da "Formula 2" e i sorpassi impensabili

Il campione del mondo approfondisce quelle che sono le differenze con le nuove monoposto e anticipa gare caotiche per l'azione che potrebbe esserci in pista
Quale F1 ci aspetta? Norris sullo stile da "Formula 2" e i sorpassi impensabili
© McLaren F1 via X.com

Pubblicato il 5 febbraio 2026, 09:57

Velocissime sul dritto, più lente in curva e, in questa primissima fase, delle monoposto più “vive”, che si muovono maggiormente rispetto al passato. Sono alcune delle valutazioni fatte dai piloti dopo i primi tre giorni di test a Barcellona, nei quali sono andati alla scoperta, dal vivo, dei progetti 2026.

Servirà ancora del tempo, circuiti differenti dal Montmelo, condizioni meteo allineate a quelle che caratterizzeranno la stagione, per tracciare una linea netta su quale Formula 1 vivremo. Non va tralasciato, poi, un aspetto cruciale. A Barcellona si è girato per mettere insieme chilometri, verificare l’affidabilità e con vetture al primissimo stadio della loro evoluzione. Le stime del gruppo di lavoro della Fia sulle prestazioni delle vetture 2026, negli ultimi mesi, sono state su un gap di un paio di secondi al giro, più lente, se paragonate con le monoposto 2025. Un delta finanche contenuto, se pensiamo allo stato massimo di evoluzione delle macchine 2025 e allo stato embrionale dei progetti 2026. In una stagione nella quale lo sviluppo sarà continuo, è prevedibile che l’incremento delle prestazioni passerà, anche dal recupero della prestazione in curva. Ovvero, il particolare che, dalle prime valutazioni dei piloti, è stato maggiormente ridimensionato.

 

 

Cosa significa il paragone con la F2

"Per certi versi sembra più una vettura di F2 per come bisogna guidarla. Già a Barcellona abbiamo capito alcune cose su come guidare la vettura, ma parliamo di curve di quarta, terza marcia, piuttosto aperte, ampie. Quando arriveremo su un circuiti cittadini o su piste sconnesse, piste più lente, restano degli interrogativi ai quali dare risposta e il Bahrain darà alcune risposte”, ha commentato Lando Norris, in un incontro con i media inglesi. Sarà lo stile di guida, più dei tempi assoluti sul giro, ad avvicinare la F1 alla F2.

Accantonando per un istante la prestazione in curva, lo sviluppo del carico aerodinamico attraverso assetti rake, con maggiore libertà di regolazione rispetto agli assetti ultra-rigidi imposti dalle vetture a effetto suolo, il grande tema tecnico, strategico e, di conseguenza, sportivo è la gestione dell’energia della power unit.

La coperta corta dell'energia e gli scenari possibili

Da Melbourne potremmo trovarci di fronte a una Formula 1 sostanzialmente diversa nel modo di essere interpretata dai piloti, dalle squadre e, di conseguenza, nella lettura di quanto si vedrà in tv. L’apporto del motore elettrico di 476 cavalli vale la metà della potenza di sistema e non è una potenza “gratis”. Avrà dei limiti di impiego, dettati dall’energia presente nella batteria, dettati dalla capacità ed efficienza del recupero energetico. Senza contare le strategie che danno al pilota la possibilità, con il modo Boost, di sfruttare tutta la potenza del sistema, per pochi secondi, e difendersi, magari da un attacco di chi sfrutta la modalità Overtake.

"Vedrete più manovre con velocità maggiori, ma il pilota potrebbe doversi difendere più di quanto avete visto in passato. Questo creerà più caos, il che è ottimo per voi ragazzi”, ancora Norris. Il “rischio” è di osservare più azioni di sorpasso e controsorpasso, in realtà dettate dalle diverse possibilità di gestione dell’energia (quindi, della potenza).

Di certo, il delta di velocità molto più ampio che in passato, tra la velocità raggiunta in rettilineo e quella di ingresso e percorrenza delle curve, aprirà opportunità di sorpasso. Per anni, la direzione è stata esattamente opposta, ovvero, di un delta di velocità sempre più contenuto tra velocità di punta, velocità di percorrenza e, a rendere tutto più complesso nelle manovre di sorpasso, spazi di frenata minimi e “imposti”: tutti a staccare sotto i 100 metri. Un quadro che ha inevitabilmente ridotto le opportunità per fare la differenza.

Dovremo attendere le prime gare, gli scenari di gara reali, l’impatto che avrà la gestione delle gomme - sempre fondamentale -, la capacità di correre in aria sporca, in curva, senza pregiudicare troppo la tenuta degli pneumatici, per capire di fronte a quale Formula 1 ci troviamo, quanto sarà diversa dal passato e se avrà prodotto risultati migliori sotto il profilo sportivo.

Più caos e punti di sorpasso impensabili

”Penso che quello che vedrete sarà semplicemente una gara più caotica, a seconda di quando i piloti useranno il pulsante boost e in quali momenti. A Barcellona ci sono molti rettilinei dove non si utilizza molto la batteria, ad esempio, tra la curva 5 e la curva 7. È un rettilineo piuttosto breve. Ma se usi il boost, guadagni una buona quantità di potenza e puoi sorpassare qualcuno nella T7 (la velocissima piega a destra Campsa; ndr), cosa che normalmente non si è mai vista prima.

L'unico problema è che poi sei bloccato nella curva 10. Quindi sì, potrai forzare più degli altri in punti diversi e creare una battaglia, potenzialmente più che in passato”.

 

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