Test Barcellona, Ferrari: affidabilità ok, ma riserve non ancora sciolte

La Ferrari mantiene un basso profilo anche dopo le prove in Spagna: l'affidabilità c'è, nelle prossime settimane inizierà la ricerca della prestazione
Test Barcellona, Ferrari: affidabilità ok, ma riserve non ancora sciolte
© Scuderia Ferrari

Matteo NovembriniMatteo Novembrini

Pubblicato il 2 febbraio 2026, 09:18

Macchine diverse da guidare

E' troppo presto anche per analizzare l'ufficio facce, dato che tutti hanno cercato di essere più abbottonati possibile. E poi, c'è ancora tantissimo margine per portare queste monoposto al limite: chi è davanti ora non è detto lo sia a Sakhir e men che meno a Melbourne. E' tempo di analisi frenetiche, nelle sedi dei team, perché la curva di apprendimento è gigantesca. Lo sanno anche i piloti, che in tre giorni hanno potuto farsi quantomeno un'idea di queste nuove vetture: e l'impressione è che, un po' a tutti, queste F1 piacciano, e che siano più divertenti da guidare. C'è meno carico in curva, si va più forte sul dritto, in accelerazione la macchina schizza via: è forse un po' più difficile da controllare in trazione, ma il carico in curva è più costante e questo rende più prevedibile la macchina, oltre che più piacevole guidarla. Tra i più entusiasti c'era proprio Hamilton, che mentre riportava le sensazioni alla guida sembrava davvero un bambino alle giostre: magari non vuol dire nulla, ma per lui l'ultimo ciclo tecnico è stato un incubo (due vittorie in quattro stagioni) e forse ora trarrà giovamento da un modo di guidare che si è già capito sarà diverso. La rivoluzione, più che nel modo di guidare, è nel modo di gestire la macchina, soprattutto con la riserva energetica: sarà un tema che ci sarà modo di approfondire nelle prossime settimane. 

 

 

Da Barcellona la prima risposta sulla Pu

Per il resto, altri giudizi è bene lasciarli in sospeso: occorrerà valutare il comportamento della vettura solo quando i test verranno aperti al pubblico e si potranno osservare, davvero, tutte le monoposto. Intanto la Ferrari sa che c'è da lavorare, come tutti del resto: la SF-26 parte della base solida dello 067/6, il motore che equipaggia la Rossa, regolare al punto da non aver avuto alcun problema in tutta la settimana in Catalogna (anche Haas ha girato tanto, mentre Cadillac ha pagato lo scotto di essere debuttante). Aver potuto contare su una Pu in grado di non dare guai è stato importante perché così il Cavallino ha potuto completare tutto il programma previsto senza affanni, il che è sempre buono per un team. Per il resto è presto per sciogliere le riserve, ma la Catalogna ha aiutato a superare almeno il primo incubo, quello dell'affidabilità. In questa fase, è tutto ciò che conta.

 

 

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