Williams, niente test a Barcellona: programmazione errata o troppa aggressività?

Mentre gli altri girano a Barcellona, la Williams deve accontentarsi di provare al simulatore: disastro gestionale o progetto troppo ambizioso?
Williams, niente test a Barcellona: programmazione errata o troppa aggressività?
© Getty Images

Matteo NovembriniMatteo Novembrini

Pubblicato il 29 gennaio 2026, 13:47

Un incubo che sa di ritorno al passato. Anni fa, era il 2019, la Williams si presentò in pista in ritardo e per di più con una macchina che fu valutata non conforme alle normative. Era un'altra Williams: ancora in mano alla famiglia di Sir Frank, gestita all'epoca da sua figlia Claire, ed in piena parabola discendente. Oggi che la proprietà è di Dorilton Capital, che a guidarla c'è James Vowles e che la squadra pareva avere intrapreso una discreta risalita (5° posto nel Costruttori 2025), per certi versi l'assenza a Barcellona fa ancora più rumore.

Cos'è successo, alla Williams? C'è che la squadra ha parlato di ritardo nel programma della vettura: fallita l'omologazione del telaio, bocciato al crash test, il team non ha fatto in tempo a correre ai ripari prima di spedire le casse in Catalogna. E mentre gli altri girano, a Grove devono accontentarsi di provare al simulatore per raccogliere dati: meglio che niente, ma di certo non ideale. Perché la pista ha sempre l'ultima parola, ed anche i piloti avrebbero di gran lunga preferito conoscere macchina e motore nella realtà, senza sobbarcarsi ulteriori sedute virtuali.  

 

 

Le ripercussioni

Già un paio di anni fa la Williams era stata protagonista di un inverno tribolato, che era costato ritardo nella preparazione e problemi anche di peso sulla FW46 di allora. Questo, oltre una corsa contro il tempo, comportò ritardi prestazionali, perché portò a rivedere il piano di sviluppo e ad avere anche meno riserve tra le componenti (ricordate quando a Melbourne, in assenza di telai di riserva, il telaio di Sargeant fu dato ad Albon con Logan costretto a saltare il Gp?). L'ammissione di un nuovo ritardo fa ripiombare la Williams nell'incubo, a maggior ragione perché è stata tra le primissime squadre a dedicarsi al modello 2026. Proprio per questo, è lecito immaginare che non si tratti necessariamente di una pianificazione inadeguata, ma che questo ritardo nasconda effettivamente guai più profondi. Il crash-test è stato superato molto in ritardo, un ritardo che ha portato Vowles ad optare per l'assenza in Spagna: farcela avrebbe significato spingere la produzione ma mettere a rischio la preparazione dei ricambi per le prime gare della stagione. Da qui, considerando la natura del test, la decisione di limitarsi al simulatore. Danni limitati per quanto possibile, ma perdere l'intera sessione di Barcellona costerà sul piano di conoscenza delle nuove vetture, e di conseguenza sul piano competitivo, dato che la Williams non avrà meno dati reali a disposizione rispetto alla concorrenza sui quali basare il primo processo di sviluppo della FW48

 

 

E se fosse stata la troppa ambizione?

Un quesito sorge spontaneo: la Williams è davvero così in ritardo di preparazione oppure il non superamento del crash test ha nascosto altro, magari un'eccessiva ambizione in sede di progettazione? Fermo restando che un ritardo è un ritardo e la gravità dell'assenza ai test spagnoli resta inaccettabile da un punto di vista gestionale, non bisogna commettere l'errore di giungere a conclusioni affrettate riguardo la FW48. In passato altre squadre, anche illustri, hanno mancato il primo crash test: accadde anche alla Red Bull del 2024, poi iridata a fine anno con Verstappen. Per cui la bocciatura del telaio della Williams 2026 potrebbe essere vista, più che come una inadeguatezza strutturale, come figlia di un progetto molto, troppo ambizioso sul quale a Grove si stanno prendendo parecchi rischi, magari andando al limite. Certo, questa voglia di stare sul filo regolamentare non giustifica il ritardo nei lavori (se rischi, devi essere anche pronto ad avere un piano B, pena restare fregati come in questo caso), ma magari ne potrebbe dare una spiegazione parzialmente meno catastrofica. Williams sarà indubbiamente chiamata a fornire ulteriori spiegazioni, nell'augurio di non aver già parzialmente danneggiato il suo 2026, sul quale il team punta molto da tempo.

 

 

 

 

 

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