Temi caldi
Test Barcellona, tutto da scoprire: a caccia dell'affidabilità

F.P.
Pubblicato il 5 gennaio 2026, 09:22
Molte giornate in più di test, eppure, il paradosso di un’incertezza che sarà maggiore che in passato. Venti giorni ancora e le monoposto 2026 inizieranno a girare a Barcellona, ciascun team avrà tre giornate di test su 5 programmate dal 26 al 31 gennaio. Una sessione a porte chiuse, vista da tutti come il momento rivelatore. Quanti giri riusciranno a compiere le squadre senza incorrere in problemi?
È l’affidabilità il tema centrale dell’inverno, dopo molti anni in cui siamo stati abituati a conteggiare nei test pre-campionato centinaia di giri completati ogni giorno da ogni pilota Potrebbe essere diverso lo scenario in arrivo a fine mese, perché in pista andranno progetti inediti, power unit tutte da scoprire e, per farlo, sarà fondamentale sommare giri e dati raccolti dal vivo.
Primo: non rompere
“Il primo obiettivo sarà quello di centrare l’affidabilità: per prima cosa avremo bisogno di fare chilometri”, sottolinea Fred Vasseur. “A Barcellona andremo puntando a mettere chilometri in macchina, capire l’affidabilità, dove dovremo migliorare e su cosa dovremo reagire, perché se comprendi qualcosa in Bahrain, non avrai il tempo di reagire in Australia. Certamente Barcellona sarà importante per fare chilometri, più della prestazione pura”.
Complessivamente, ciascun team avrà 9 giornate di test a disposizione prima che il mondiale parta in Australia. In aggiunta, vi saranno i chilometri spendibili nei filming day, per un supplemento di indicazioni e dati.
Una monoposto laboratorio
“Arrivare a Barcellona sarà piuttosto difficile e non pensate che andremo lì con due versioni di aerodinamica, una vera e l’altra finta”, aggiunge Paul Monaghan, responsabile degli ingegneri in Red Bull.
Le monoposto saranno in uno stadio Beta di sviluppo, che sarà un processo costante fino ad Abu Dhabi e renderà la stagione, per una buona fetta iniziale del campionato, difficile da delineare in valori di forza netti. Salvo che non intervenga il colpo di scena, l’intuizione tecnica di una squadra, buona a creare un vantaggio competitivo che obblighi tutti gli altri alla rincorsa. Un dettaglio che sia il frutto di una migliore interpretazione delle zone grigie del regolamento, oppure, di una visione complessiva della nuova fase tecnica diversa da quella prodotta dai rivali.
Le ultime settimane sono trascorse all’insegna delle dichiarazioni dei top team, da Ferrari a Mercedes, fino a Ford, in merito all’essere in linea con i target prefissati sul progetto. Ciascuno con il proprio, in attesa che sia la pista a dire se e quanto saranno stati ambiziosi i riferimenti da centrare.
Mille incognite
Tornando sul tema affidabilità e interpretazione dei test invernali, Monaghan ha aggiunto: “Se arriveremo in buona forma e la macchina riuscirà a girare, bene, avremo a quel punto una base di partenza, anziché confondere noi stessi con più opzioni.
Resteranno tutte le altre variabili, da quale benzina stai usando a come gestisci l’energia, se sarà il pacchetto della prima gara o quello del lancio.
Poi, dopo il secondo dei test in Bahrain potremmo tracciare un iniziale ordine dei valori, tenuto conto che parliamo di macchine prototipo e potremo modificarle”, le parole riportate da RacingNews365. “Se qualcosa ci avrà deluso in Bahrain, non vorrà dire che la rivedremo in Australia. Se riusciremo a realizzare una modifica a livello di ingegneria e portarla in macchina, lo faremo come lo faranno Mercedes, Aston Martin e tutti gli altri”.
Iscriviti alla newsletter
Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail
Commenti
Loading

