Max e i 1.456 giorni da campione che resta campione

Tutto era cominciato proprio a Yas Marina nel 2021 con la contoversa vittoria su Lewis Hamilton, favorita dalla scellerata direzione di gara di Michael Masi
Max e i 1.456 giorni da campione che resta campione
© Getty Images

Stefano TamburiniStefano Tamburini

Pubblicato il 12 dicembre 2025, 11:27

Si può perdere e restare campioni

Oggi no, oggi Max può serenamente perdere un titolo senza veder tramontare il sole sul proprio impero dei consensi. E cedere il titolo per soli due punti dopo un'epica rimonta è quasi come essere ancora il numero uno. E non è per caso che il primo abbraccio sia proprio per il successore, dal campione del mondo numero 34 al campione del mondo numero 35. Proprio lì, sulla pista dove tutto era cominciato ma dove certamente nulla si è completato, anche se c'è da riconsegnare la corona iridata.

Perché di una sola cosa si può essere certi: ci sarà ancora da fare i conti con lui, fin dalla prossima stagione se la Red Bull sarà in grado di fornirgli una monoposto competitiva. O da quella successiva con la livrea e la tuta di un altro colore, perché di sicuro nel caso la Scuderia austriaca non fosse più in grado di primeggiare ci sarebbe la fila per offrirgli un sedile pregiato.

Verstappen "uno di noi"

Ecco, Max oggi viene percepito come "uno di noi", molto più bravo ma pur sempre come gli altri. L'arroganza è ormai un retaggio del passato. Ed è freschissimo il ricordo delle parole di comprensione nei confronti del talentuoso Andrea Kimi Antonelli che lo aveva appena sbattuto fuori pista al via del Gran Premio d'Austria. 

Chiunque altro, al posto di Max, adesso sarebbe li a recriminare per i punti persi allora oppure su quelli recuperati - proprio i due che gli sono mancati per il quinto titolo - da Lando Norris grazie a una sbandata del giovane talento bolognese nel giro finale in Qatar. Errore che aveva fatto gridare allo scandalo prima il suo ingegnere di pista Gianpiero Lambiase e successivamente il suo mentore nel team, Helmut Marko, con tanto di devastante tempesta social nei confronti di Andrea Kimi. Bene, Max ha preteso che il suo team si scusasse formalmente con Antonelli e uno diventa campione prima di tutto per cose come queste e poi per quello che fa in pista.

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(2/2).

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