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Max e i 1.456 giorni da campione che resta campione

Stefano Tamburini
Pubblicato il 12 dicembre 2025, 11:27
Se proprio doveva essere, magari era proprio così che avrebbe voluto che fosse. Se proprio doveva essere, era questo il modo migliore per staccare il numero 1 dalla monoposto di un blu più blu dela notte scura che saluta il passaggio di consegne.
Max è ancora sulla sommità del Monte dei Sorrisi, il podio di Yas Marina dove 1.456 giorni prima aveva alzato al cielo la sua coppa che valeva il primo titolo mondiale. Era il 12 dicembre del 2021 e sulla stessa pista si era appena chiuso un Gran Premio piuttosto controverso, quello rovinato da uno sciagurato direttore di gara, Michael Masi, che infatti perderà il posto per via di quella corbelleria di non far sdoppiare tutte le monoposto e di far vincere proprio Max. E quel suo trionfo valeva il passaggio di consegne da parte di chi quel titolo lo aveva già vinto sette volte, Lewis Hamilton.
Quello era il primo giorno della gloria. E si era chiuso con un grande atto di signorilità, con il padre di Lewis, Anthony, che andava ad abbracciare l'altro padre, Jos, e a stringere la mano al nuovo campione, che per tutti era ancora un po' Mad Max e un po' Max Versbatten, per via di quei sorpassi un po' così, sempre al limite e molto spesso oltre le regole e per i frequenti schianti al muro o contro qualche altra monoposto. Stavolta no, nel giorno in cui il numero "1" passa sulla scocca arancione di Lando Norris, i più tifavano per lui. Anche e soprattutto quelli che un po' lo avevano sportivamente "odiato" nel giorno in cui diventava campione.
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