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Red Bull e la soft al via del GP Singapore: una scelta che rivela la voglia di osare

Pubblicato il 7 ottobre 2025, 09:19
Nell'elenco delle piste attualmente in calendario, il Marina Bay resterà un fastidioso puntino rosso nella tabella personale di Max Verstappen. Quella asiatica rimane l'unica pista dell'attuale calendario sulla quale l'olandese della Red Bull non ha mai vinto, anche se ovviamente ne avrebbe avuto tutto il desiderio: quella scelta della soft al via, infatti, portava in sè la voglia di osare e, con essa, il desiderio di credere ancora nel titolo mondiale.
Per la terza volta consecutiva, Max ha ridotto il suo ritardo in classifica: era a -104 dopo Zandvoort, è passato a -94 dopo Monza, si è portato a -69 dopo Baku ed ha lasciato Singapore con ancora 63 punti da recuperare sul leader Piastri. Verstappen in queste settimane non ha mai parlato apertamente di titolo, se non per rispondere alle domande dei media; ma ci ha tenuto a precisare che per recuperare un divario così grande servirebbe vincere, e tutto sommato a Singapore la possibilità c'era: si trattava di girare in testa alla prima curva, un piano che il team di Milton Keynes ha provato a costruirsi con la scelta della soft al via.
Le noie nei cambi di marcia
Di fatto, la gara di Verstappen dopo pochi giri era chiara: doveva gestire la morbida per arrivare alle tornate giuste per il pit-stop, e poi contenere Norris. Lavoro eseguito nonostante i problemi alle cambiate, che hanno dato non poco fastidio al campione in carica: "I problemi maggiori sono stati i cambi di marcia, sia in inserimento che in scalata - ha spiegato Max - mi costringevano a spingere molto in frenata, il che non è quello che si desidera su un circuito cittadino, e non era facile guidare in quelle condizioni. Tuttavia, non è cambiato molto perché, anche se il bilanciamento della vettura era perfetto, è difficile sorpassare qui, quindi penso che il secondo posto sia il miglior risultato che potessimo ottenere. Le mie gomme erano un po' consumate nell'ultimo stint, quindi è stato difficile gestire, ma siamo riusciti a tenere Lando dietro, che è ciò che contava".
Mekies spiega la scelta della soft al via
La soft al via è stata una scelta volutamente aggressiva, perché in Red Bull sapevano che in caso di sorpasso a Russell le cose per loro si sarebbero fatte molto interessanti: "Max ha fatto una grande gara, - ha detto il team principal Mekies -, veloce abbastanza per non perdere troppo terreno da Russell e tenere a bada le McLaren. Abbiamo fatto tutto il possibile per vincere la gara, siamo partiti con le gomme morbide per sfruttare al meglio il via, date le condizioni difficili (aveva piovuto e c'era poco grip, ndr). È stata una decisione aggressiva e un rischio che abbiamo scelto di correre. Dopodiché, c'erano pochissime possibilità di fare altro in gara. È stata molto dura e, dopo aver effettuato un pit stop anticipato, Max ha fatto un lavoro straordinario difendendosi dalla McLaren e mantenendo la vettura al secondo posto. È bello lottare davanti oggi, è una grande dimostrazione di tutto il duro lavoro svolto e che si sta svolgendo a Milton Keynes e in pista. Avere prestazioni migliori su una pista come questa ci dà la fiducia di poter lottare meglio su altri circuiti ed è una buona indicazione dei progressi che abbiamo fatto".
Insomma, tra la nuova ala anteriore ed una scelta aggressiva per la partenza, è come se in Red Bull non abbiano rinunciato del tutto all'idea di mettere i bastoni tra le ruote alla McLaren per il titolo Piloti. È difficile, ma non hanno nemmeno niente da perdere: con una RB21 che è parsa molto migliorata (bilanciamento più facile da trovare, anche grazie ad una base d'assetto finalmente convincente sin dal venerdì), Max Verstappen e la sua squadra, c'è da scommetterci, ci proveranno ancora. Il passo avanti sulla vettura, divenuta molto meno critica da settare e guidare (con meno sottosterzo e molta più precisione all'avantreno, cosa gradita a Max), può rendere l'ultimo quarto di stagione più elettrizzante di quanto si possa pensare, anche solo per vedere dei bei duelli di tappa.
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