Diamanti Grezzi: Marina Bay mette sotto pressione i rookie

Il Gran Premio di Singapore ha regalato alti e bassi per i rookie della Formula 1. Le giovani stelle hanno illumanato la notte di Marina Bay dimostrando di avere la stoffa
Diamanti Grezzi: Marina Bay mette sotto pressione i rookie

Ilaria Toscano & Debora FigoliIlaria Toscano & Debora Figoli

Pubblicato il 6 ottobre 2025, 12:45

Nel caldo soffocante di Marina Bay, tra muretti spietati e curve illuminate a giorno, i rookie della Formula 1 2025 hanno affrontato uno degli esami più duri della stagione. Singapore non perdona distrazioni e per chi è al primo anno nel Circus, è una pista che separa l’entusiasmo dalla maturità. Kimi Antonelli, Franco Colapinto, Gabriel Bortoleto, Oliver Bearman e Isack Hadjar hanno vissuto un weekend intenso, tra colpi di scena e momenti di crescita, ognuno raccontando una sfumatura diversa di cosa significhi essere un debuttante in un mondo dove ogni errore pesa come un titolo.

Antonelli ha confermato la stoffa del campione in erba con una gara di forza e intelligenza, chiudendo tra i primi cinque dopo una qualifica da protagonista. Colapinto ha sofferto con un’Alpine in crisi, ma ha mostrato solidità e costanza, portando comunque la vettura al traguardo. Bortoleto, con la Sauber, ha vissuto un fine settimana di luci e ombre: veloce al sabato, ma rallentato la domenica da una strategia poco felice. Bearman ha impressionato ancora per ritmo e maturità, confermando il suo status di rookie più “completo” del gruppo, mentre Hadjar, pur penalizzato da errori di gioventù e una macchina nervosa, ha dato spettacolo nei duelli ruota a ruota.

Cinque ragazzi, cinque storie diverse, un solo messaggio: il futuro della Formula 1 è già qui, e a Singapore ha iniziato a brillare anche tra le ombre più insidiose del circuito più impegnativo del calendario.

Kimi illumina la notte di Singapore

A Singapore Kimi Antonelli ha confermato, ancora una volta, perché viene considerato uno dei talenti più luminosi della nuova generazione. Il giovane pilota italiano ha portato la sua Mercedes al quarto posto in qualifica, mostrando velocità pura e grande fiducia in un circuito notoriamente impegnativo come Marina Bay. Eppure, al termine del sabato, Kimi non era del tutto soddisfatto: «Credo di aver lasciato che l’emozione prendesse il sopravvento», ha ammesso, riconoscendo di aver spinto troppo in alcuni punti decisivi del giro.

La domenica ha raccontato una storia più matura. Antonelli non parte al meglio, perde un paio di posizioni allo start e si ritrova invischiato nel gruppo. Ma con calma e lucidità ricostruisce il suo Gran Premio: nel secondo stint, con una strategia solida e una gestione impeccabile delle gomme medie, riesce a superare Leclerc e ad avvicinarsi al ritmo dei big. Nel finale difende con autorità la quinta posizione, resistendo alla pressione di Hamilton e mostrando una freddezza da veterano.
Il bilancio è più che positivo: prestazione solida, ritmo consistente, crescita evidente. Kimi non ha ancora trovato la continuità perfetta, ma la sensazione è chiara: ogni gara lo avvicina sempre di più ai vertici.

Colapinto: notte fonda

Per Franco Colapinto, invece, Singapore è stata una lunga battaglia. La pista asiatica non perdona e l’argentino ha dovuto fare i conti con una Alpine ancora poco competitiva, soprattutto nei tratti lenti. In qualifica aveva mostrato segnali positivi: buon feeling con la monoposto, un ritmo che lo aveva portato a sfiorare la Q2, e il solito spirito combattivo. Ma la domenica si è trasformata in una prova di sopravvivenza. Le difficoltà sono iniziate già al via: traffico, degrado gomme e mancanza di trazione in uscita di curva lo hanno costretto a un ritmo difensivo. Colapinto, tuttavia, ha saputo mantenere la calma e portare a casa la macchina, chiudendo in sedicesima posizione, davanti al compagno Gasly.


Nonostante il risultato, il suo approccio resta ammirevole: continua a lavorare, senza perdere fiducia, e sta costruendo con pazienza la propria presenza nel gruppo. Il talento c’è e lo si vede nel modo in cui riesce a estrarre più del dovuto da un pacchetto tecnico limitato. Serve solo che la squadra gli offra una monoposto all’altezza.

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