Vasseur-Binotto storia della gestione del nome che porta l'Italia nel mondo

Vasseur rinnova con la Ferrari con un contratto pluriennale, ripercorriamo il percorso iniziato da Mattia Binotto fino all'arrivo del manager francese
Vasseur-Binotto storia della gestione del nome che porta l'Italia nel mondo
© Getty Images

Ilaria Toscano & Debora FigoliIlaria Toscano & Debora Figoli

Pubblicato il 1 agosto 2025, 13:02

Ora è ufficiale: Frédéric Vasseur resterà al timone della Scuderia Ferrari per le prossime stagioni. Il team di Maranello ha annunciato in queste ore il rinnovo del contratto con il Team Principal francese, confermando la fiducia in un progetto tecnico e sportivo che ha già mostrato segnali concreti di crescita.

A un anno e mezzo dal suo insediamento, Vasseur si è guadagnato la riconferma non solo per i risultati ottenuti in pista, ma per aver ridato alla Ferrari un’identità competitiva e focalizzata sulla vittoria.

Ma una domanda resta sospesa sopra i box rossi come un cartello lampeggiante: i risultati, quando arrivano?
Attualmente alla sua terza stagione in Rosso, Vasseur ha riportato ordine, metodo e un clima di lavoro più sereno, ma non ha ancora riportato la Ferrari dove tutti vogliono vederla: sul gradino più alto del podio mondiale. Il 2023 è stato l’anno della transizione, il 2024 quello della crescita. Il 2025, quello della pressione.

Il costruttore di squadre: chi è davvero Fred Vasseur?

Vasseur non è un tecnico puro, ma un manager costruttore. Uno che i team li sa mettere insieme con pazienza. Appena trentenne fonda ASM, che domina la F3 francese con Renault. Poi, nel 2004, insieme a Nicolas Todt (il manager di Leclerc) dà vita ad ART Grand Prix. I risultati parlano chiaro: undici titoli piloti nelle formule minori, tra cui quelli di Rosberg, Hamilton, Hulkenberg e Russell.

Il salto in F1 arriva nel 2016 con Renault, ma dura una stagione sola: Vasseur lascia per divergenze. Nessuna paura per la sua carriera: nel 2017 diventa Team Principal di Sauber, e lì comincia la vera scalata. Con Ferrari al fianco, Sauber (poi Alfa Romeo) risale la china. Ottavo posto nel 2018 con Leclerc ed Ericsson, poi l’arrivo di Raikkonen e Giovinazzi. I piazzamenti restano modesti, ma il team cresce come struttura. Il salto arriva nel 2022 con Bottas e Zhou: sesto posto costruttori, miglior risultato del team dal 2015.

Poi, a dicembre 2022, la chiamata che cambia tutto: Ferrari affida a Vasseur il dopo-Binotto. Un’eredità scomoda, fatta di aspettative mastodontiche e cicatrici fresche.

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