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Liam Lawson ritorna sul suo breve periodo in Red Bull: "Avevo bisogno di tempo e non me l'hanno dato"

Pubblicato il 21 luglio 2025, 16:27
Liam Lawson, classe 2002, si apre in un’intervista a F1.com, ripercorrendo le tappe di un percorso tutt’altro che lineare nel mondo della Formula 1. Il giovane neozelandese ha vissuto un debutto improvviso e carico di pressioni nel 2024, chiamato a sostituire Daniel Ricciardo. La sua esperienza in Red Bull, seppur prestigiosa, è durata soltanto due Gran Premi: un assaggio veloce e poco rassicurante nel team austriaco. Un ambiente competitivo, quasi spietato, in cui non ci sono garanzie.
Il tempo che non c'è stato
Lawson sa bene che la gestione dei piloti nella scuderia di Milton Keynes segue logiche diverse da qualsiasi altro team. Eppure, il tempo per elaborare ciò che è accaduto non è mai arrivato davvero. “Non ho avuto il tempo di elaborare tutto quello che è successo. Onestamente, non ancora. Credo che le vacanze estive siano il momento migliore, in cui tutti staccano mentalmente almeno per una settimana”, confessa Lawson. Un’ammissione che rivela la complessità emotiva vissuta da un giovane che si trova a inseguire il sogno più grande, senza mai potersi fermare.
Nessuna crisi di fiducia
Con Spa-Francorchamps e l’Hungaroring all’orizzonte prima della pausa estiva, Lawson punta a concludere la prima metà della stagione con più serenità e consapevolezza. “È bello avere un po' di tempo per respirare, ma mentalmente penso al Belgio e all'Ungheria che si avvicinano e cercherò di arrivare alla pausa estiva con un paio di buone gare", spiega.
Durante l’intervista, Lawson coglie l’occasione per respingere con decisione le voci secondo cui il passaggio dalla Red Bull alla scuderia satellite Racing Bulls avrebbe minato la sua fiducia. “Si è molto speculato sul fatto che la mia autostima abbia subito un duro colpo e cose del genere, il che è completamente falso. Dall'inizio dell'anno, mi sono sentito come sempre. Penso che due gare, su piste su cui non ero mai stato, non siano sufficienti per la mia fiducia... forse dopo sei mesi di stagione, se fossi ancora a quel livello, se i risultati fossero ancora così, allora sentirei qualcosa, forse la mia fiducia ne risentirebbe.” Un messaggio chiaro, destinato a tutti coloro che hanno frettolosamente parlato di bocciatura: Lawson non si sente sconfitto, ma determinato a dimostrare il proprio valore nel tempo giusto.
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