I Senatori Ferrari: "In F.1 tabula rasa"

Il giudizio non è unanime ma a maggioranza una rosa di cinque saggi la vede così: Arnoux, Merzario e Menabue picchiano duro. Mentre Fiorio e Andretti?
I Senatori Ferrari: "In F.1 tabula rasa"
© Scuderia Ferrari

Mario DonniniMario Donnini

Pubblicato il 27 giugno 2025, 12:01

E adesso? Dopo dieci Gp e una sola, quasi inspiegabile, affermazione nella sprint race del Gp di Cina con Hamilton, a che punto siamo con la Ferrari del cosiddetto nuovo corso? Davvero zero vittorie in altrettante gare lunghe e lo striminzito terzo posto Costruttori sono un bilancio incoraggiante, o, alla peggio, causato dalla presunta e insopportabile pressione esercitata dai giornalisti, come lascia intendere il timoniere Vasseur?

E come mai quando gli stessi giornalisti si occupano della Ferrari di Coletta, Cannizzo & Amato, in modulazione Wec e Le Mans, improvvisamente portano addirittura bene, assistendo a successi continui ed epici? Il flusso degli interrogativi diventa un fiume in piena, se si intrecciano, come è giusto che sia, passato prossimo con presente e avvenire della Ferrari. In poche parole, a questo punto cosa sa rebbe il caso di fare, a Maranello ? Andare avanti così? Provare a cambiare qualcosa? Ma cosa e chi?

E, se davvero c’è da intervenire chi va salvato? Con una mitragliata di questioni sul tappeto, il gioco si fa ancor più interessante non se si dà voce al loggione, alla pancia degli appassionati o alle tavolate da bar, che già strillano e rumoreggiano da un pezzo, visto che sarebbe fin troppo facile fare demagogia disfattista e sfasciona. No, il senso di tutto è un altro, perché il gioco è far parlare personalità note del mondo Ferrari. Autorevoli, solitamente misurate e calibrate nel loro ruolo di coscienze all’occorrenza critiche, ma mai acide e bombarole. Via, quindi, a un nostro personalissimo dibattito per avere un orienta mento il più possibile probo e probante.

Modesto Menabue

Engine specialist, quarantatré anni di Ferrari, una vita in F.1 e un approccio intelligente, diretto, privo di fronzoli. Questo è Modesto Menabue, motorista sopraffino, pezzo prezioso di storia della Rossa e pure coscienza critica che non si può ignorare: «La verità è che Cardile a parte, che non era né è il problema, in Ferrari fanno la macchina sempre gli stessi, quindi come possono farla giusta, a forza di farla sbagliata?

E pure la sospensione: il pull-rod davanti cosa ti serve? L’hanno tornata a ripescare che non andava, quindi che senso ha questa contraddizione? Cioè, qua si mescolano le carte ma alla fine i poteri sono sempre in mano agli stessi...».

Vasseur non ha portato Newey... «È come se nel Napoli degli Anni ’80 non prendevi Maradona. Senza Diego, come sarebbero arrivati gli scudetti? L’esempio calza. E se dopo dieci gare non ci siamo, cosa mai speriamo per il domani?».

Leggi il numero 25 di Autosprint in edicola e online per il servizio completo.

 

 

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