Alguersuari: "Marko? Non sono sicuro che il suo metodo possa ancora funzionare"

L'ex pilota di F1, una delle prime "vittime" del sistema Red Bull, non ha mai smesso di essere grato a Marko per l'opportnità, pur non dimenticando l'amaro finale; tuttavia, oggi Alguersuari pensa che il metodo dell'austriaco possa non funzionare più nell'epoca moderna

Matteo NovembriniMatteo Novembrini

Pubblicato il 31 marzo 2025, 18:11

Quella dei cambi volanti a stagione in corso è ormai una costante nel metodo di Helmut Marko. Lo storico parla chiaro: nella ventennale storia della Red Bull, sostituzioni, promozioni e bocciature dei piloti sono state numerose, e l'avvicendamento tra Liam Lawson e Yuki Tsunoda al volante della RB21 è solo l'ultimo di una lunga serie.

Algersuari, due anni e mezzo di Toro Rosso

Chi è stato vittima di questo meccanismo è stato, a suo tempo, Jaime Alguersuari, nel bene e nel male; nel 2009 fu fatto salire in corsa sulla Toro Rosso del licenziato Sebastien Bourdais (divenendo, all'epoca, il più giovane a debuttare in F1) mentre due anni più tardi fu fatto fuori: lo spagnolo riuscì a terminare la stagione dopo essere stato a rischio, ma non fu comunque confermato alla fine del 2011. Famosa ormai la scena di un Helmut Marko furioso con Alguersuari, reo di aver "rallentato" Vettel nelle libere del GP Corea del Sud: in realtà, la decisione di allontanarlo da Faenza sarebbe stata presa comunque, perché pronti a sostituire lui e Buemi c'erano già Daniel Ricciardo e Jean-Eric Vergne.

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Il "metodo Marko" funzionava all'epoca, oggi forse no

Normale dunque che, al di là della grande possibilità offertagli di correre in F1 (e mai negata da Jaime), Alguersuari abbia il dente avvelenato: lui più di altri forse ha sofferto la bocciatura, perché di lì a poco decise di chiudere con le corse. Tuttavia, nessun rimpianto e gratitudine per avergli concesso l'opportunità di arrivare nel Circus, anche se attraverso metodi duri: "Fu una chiamata minacciosa - ha ricordato lo spagnolo ai microfoni di TalkSport -, era il 2008 e mi disse che se non avessi vinto la F3 Britannica sarei stato fuori dal programma, e ciò avrebbe significato la fine della mia carriera. Helmut Marko ha segnato la mia vita, è stata la mia università: non siamo amici, ma non rimpiango che mi abbia messo a lungo sotto pressione, questo mi ha reso più forte".

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Alguersuari oggi comunque non è sicuro che questo modus operandi possa ancora funzionare: "La F1 è cambiata, ma non è cambiato Helmut Marko e non cambierà. Non ha interesse nel cambiare. Finora le cose hanno funzionato per la Red Bull e Marko, ma non sono sicuro che continueranno a funzionare nei prossimi 10 anni, in termini di metodo e mentalità adottati nei confronti dei piloti". 

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