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Campioni solitari: quando il mondiale piloti e costruttori prendono strade diverse
11 volte in F1 il pilota campione del mondo è stato diverso dal team, che ha vinto il mondiale costruttori: storie di imprese, rivalità e colpi di scena che hanno scritto pagine indimenticabili della F1

Pubblicato il 22 novembre 2024, 12:56 (Aggiornato il 22 novembre 2024, 16:44)
Domini incontrastati, giochi di squadra e trionfi indimenticabili: per anni in F1 il titolo piloti è combaciato con il titolo costruttori. Eppure, ci sono stati dei casi (ben 11), in cui il pilota vincitore del mondiale non ha portato al trionfo anche il suo team.
F1, gli anni dei mondiali decisi dalle tragedie
È successo per la prima volta nel 1958, anno dell'introduzione della classifica dei team. In quella stagione il campione del mondo fu Mike Hawthorn, a bordo della Ferrari, mentre la scuderia iridata fu la Vanwall. Il 1958 fu un anno molto duro per la F1, che vide la perdita di 4 piloti: Luigi Musso, Peter Collins (Ferrari), Pat O'Connor (Sumar) e Stuart Lewis Evans (Vanwall). Il primo perse la vita al Circuito di Reims, gara dove il compagno di squadra Hawtorn vinse il mondiale. Il secondo morì a seguito di un fatale incidente al Nürburgring a bordo della Rossa.
Un altro caso iconico fu quello della stagione 1982, quando Keke Rosberg vinse il mondiale piloti a Las Vegas. La sua Williams arrivò addirittura al quarto posto nella classifica costruttori, evento unico per la F1. Il finlandese è stato l'unico pilota a conquistare l'iride nel GP del Caesars Palace insieme a Nelson Piquet l'anno precedente. Ad aggiudicarsi il titolo costruttori quell'anno fu la Ferrari di Gilles Villeneuve e Didier Pironi, sostituiti poi da Patrick Tambay e Mario Andretti. Il pilota canadese perse la vita in pista sul circuito di Zolder, in Belgio, il francese fu vittima di un gravissimo incidente in Germania sul circuito di Hockenheim. Il pilota fu sottoposto ad un delicato intervento chirurgico durato ore in cui i medici riuscirono a salvargli gli arti.

Schumacher e Hamilton non bastano a Benetton e McLaren
12 anni più tardi, nella prima stagione iridata del Kaiser, non fu la Benetton di Michael Schumacher a vincere. A portare a casa il mondiale costruttori fu la Williams, la stessa in cui perse la vita Ayrton Senna in una delle pagine più tristi della storia della F1 con Damon Hill e con David Coulthard ad alternarsi con Nigel Mansell.
Arrivando ad anni più vicini a noi, è impossibile non citare il mondiale del 2008, quando Lewis Hamilton e Felipe Massa arrivarono al GP del Brasile con solo 7 punti di differenza nella corsa al titolo. L'inglese ebbe la meglio dopo aver illuso il ferrarista di aver conquistato il titolo per circa 40 secondi. In quella occasione Hamilton fu campione su McLaren e la Ferrari si aggiudicò il mondiale costruttori.
2021, l'anno delle polemiche
Per gli appassionati che si sono avvicinati a questo sport solo negli ultimi anni e per coloro che seguono le gare da sempre e continuano a farlo, sarà semplice ricordare il GP di Abu Dhabi del 2021, quando Lewis Hamilton e Max Verstappen si sono contesi il titolo nell'ultima gara della stagione. Ad avere la meglio fu Max Verstappen in un finale di stagione indimenticabile e assai criticato da tifosi e non solo. Con Hamilton alla guida del GP, un incidente con la safety car a pochi giri dal traguardo ha riaperto la contesa. La direzione gara ha deciso di far ripartire la gara per l'ultimo giro. Questo ha permesso a Verstappen, con gomme fresche, di sorpassare il numero 44 nel finale e vincere la gara, conquistando così il suo primo titolo mondiale. A vincere il campionato costruttori quell'anno è stata la Mercedes, che si è aggiudicata il titolo nel GP d'Arabia Saudita.

Per la stagione 2024 potremmo assistere a un’altra pagina storica in cui i due titoli mondiali si separano: Max Verstappen è molto vicino al mondiale piloti e la Red Bull si trova a ben 49 punti dalla rivale McLaren nella sfida dei costruttori. La scuderia inglese è attualmente in lotta con la Ferrari, in svantaggio di soli 36 punti.
Indipendentemente dall’esito finale, ciò che rimane costante è la capacità di questo sport di regalare emozioni, colpi di scena e storie da raccontare. Che si tratti di un sorpasso decisivo all’ultimo giro o di un team che vince contro ogni pronostico, la F1 continuerà a ricordarci perché è considerata il vertice assoluto delle corse automobilistiche.
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