GP Gran Bretagna, i 5 temi: dalle lacrime di Lewis alla Ferrari da bollino rosso

Strepitosa prestazione di Hamilton e della Mercedes, con Hammer che torna al successo proprio nel suo giardino di casa. Verstappen limita i danni, McLaren si rammarica mentre dalle parti di Maranello è un'estate da bollino rosso

GP Gran Bretagna, i 5 temi: dalle lacrime di Lewis alla Ferrari da bollino rosso
© Getty Images

Matteo NovembriniMatteo Novembrini

Pubblicato il 8 luglio 2024, 11:55

Risorse umane

Quando senti Lewis Hamilton singhiozzare nel casco, quando lo vedi incredulo con gli occhi lucidi, inginocchiato e coperto con la bandiera dell’Union Jack prima di salire sul podio, parlare di macchine sembra quasi una forzatura. E infatti, è forse il caso di non parlarne: perché se nel successo di Lewis c’è molto uomo dietro alla vittoria, lo stesso vale per il 2° posto di Max Verstappen e per il 3° di Lando Norris.

Chiariamo subito una cosa: sono due piazzamenti da mettere su due piani nettamente diversi. Perché il 2° posto di Max è quasi oro colato, il 3° di Lando più di una mezza delusione. Ed è tutta roba figlia, in gran parte, del lato squisitamente umano che ancora governa questa F1, almeno di tanto in tanto.

Andrea Stella, nella sua straordinaria lucidità, nel post gara ha ammesso candidamente dove e come la McLaren dovesse far meglio: in occasione del primo pit-stop di Piastri e nella scelta della gomma per l’ultimo stint di Norris. Nel primo caso, Oscar è stato tenuto fuori perché ai box c’era già Norris: col senno di poi l’australiano sarebbe stato da fermare subito, perché avrebbe perso sicuramente qualche secondo, ma certamente meno dei circa 18” lasciati per strada in quel giro. E poi, con Norris nel finale, la gomma soft non ha funzionato a dovere: lo stesso Piastri, che invece ha affrontato il finale con una media nuova, ha dimostrato quanto non fosse la C3 la gomma ideale per terminare la corsa. Una scelta presa insieme al pilota, ma che col senno del poi “era una domanda neanche da fare a Lando, perché il muretto in quel momento aveva più informazioni”, ha sentenziato Stella.

Red Bull limita i danni, McLaren spreca l'occasione

E così, l’ennesima occasione sprecata da una McLaren indubbiamente fortissima è stata un altro regalo per Verstappen, 2° grazie a tutte le decisioni azzeccate. E’ stata una corsa dalla lettura difficile, quella di Silverstone, con le condizioni che cambiavano in fretta e con esse la scala dei valori. In avvio, su pista asciutta, erano le Mercedes ad averne di più, mentre con la pioggia (sia su slick su pista umida sia su intermedie con pista bagnata) è stata la McLaren ad essere maggiormente competitiva, trovando giovamento dall’assetto improntato ad un carico aerodinamico maggiore rispetto alle rivali. Nel finale, invece, la più veloce è stata la Red Bull, anche se tutto è da ricondurre alla scelta della hard (ancora magica Hannah Schmitz): a parità di condizioni, la RB20 non è mai stata la più veloce in Inghilterra.

E’ questo che rende molto felici Verstappen e compagnia, consapevoli di aver limitato i danni ed addirittura di essere arrivati ad 1”4 da una vittoria che sarebbe stata clamorosa. In avvio la Red Bull non andava, e Max si era ritrovato 5°. Sono state le mosse strategiche a fare la differenza: Lambiase si è congratulato con il suo pilota per la chiamata delle intermedie, Max ha fatto lo stesso quando gli è stata montata la hard nuova (preferita alla gomma media nuova ed alla soft usata). Lì, e solo lì, la RB20 è andata più forte delle altre.

E’ stato dunque un weekend in cui è stato il fattore umano a fare la differenza. E’ valso per Hamilton ma anche per Norris e Verstappen, alla vigilia i due candidati al successo. La McLaren ha sbagliato le sue scelte, in primis quella della soft per il finale, mentre la Red Bull le ha azzeccate tutte. Ancora una volta, una corsa decisa… dalle decisioni.

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