GP Belgio tra porte chiuse o rinvio dopo lo stop del primo ministro

Vietati fino al 31 agosto gli eventi con grandi masse di persone riunite. Rinviata la tappa della serie GT World Challenge, WEC e F1 a porte chiuse? Il promoter del GP valuterà l'opzione

GP Belgio tra porte chiuse o rinvio dopo lo stop del primo ministro
© LAT Images

Fabiano PolimeniFabiano Polimeni

Pubblicato il 16 aprile 2020, 09:28

Si spinge fino al 31 agosto prossimo il provvedimento annunciato dalla premier belga, Sophie Wilmes, il divieto all’organizzazione di grandi eventi di massa sul territorio. Il Belgio risulta tra i paesi con maggior numero di casi di malati Covid-19 in rapporto alla popolazione, con 2.900 casi per milione di abitanti.

Una decisione che ha dirette ripercussioni su diversi appuntamenti in ambito motorsport, in programma a Spa-Francorchamps. Dalla 24 Ore di Spa della serie GT World Challenge Europe, in programma il 25 e 26 luglio prossimi, rinviata a una nuova data, fino alla (rivista) calendarizzazione della 6 Ore di Spa del WEC, collocata il 15 agosto.

E la Formula 1? Il GP in programma il 30 agosto certamente non potrà corrersi con la consueta cornice di pubblico. E il promoter ha comunicato la sospensione della vendita dei biglietti.

Va detto come il calendario originario possa considerarsi carta straccia e, l’elenco di gare che F1 Group riuscirà a stilare avrà un volto del tutto diverso, com’è logico. L’idea di una fitta sequenza di gran premi europei a intervalli di una settimana l’uno dall’altro e con un week end di recupero ogni tre in pista, con partenza a luglio - come prospettato da Ross Brawn -, può restare in campo solo immaginando lo svolgimento a porte chiuse dei Gran Premi. E di un elenco che diventa sempre più folto.

La prospettiva del promoter

A Spa, il promoter, non esclude tale soluzione, sebbene evidenzi la necessità di ridiscutere gli accordi commerciali in essere con F1 Group. E' necessario che sia "vantaggioso" in qualche termine per chi ospita l'evento, comunque a dover sostenere costi organizzativi che spaziano dal dispiegamento di commissari in pista alla preparazione dell'impianto. Per la F1, la "convenienza" di un GP a porte chiuse starebbe nel garantirsi un numero minimo di eventi dai quali beneficiare comunque di una larga parte degli introiti dei diritti tv. 

Se, in Austria, il governo ha chiarito come possa programmarsi l’accesso regolamentato nel Paese degli addetti ai lavori della Formula 1 – dal personale delle squadre allo staff alle dipendenze di F1 Group – previa quarantena o tamponi che certifichino la negatività al coronavirus, andrà esaminato se il Belgio consentirà simili misure che aprirebbero a un GP a porte chiuse.

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