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Quando le parole valgono zero: Ticktum promette di non attaccare Dennis, poi lo supera

Chiara Rainis
Pubblicato il 26 luglio 2026, 18:57
Nella F1 dell’ultimo ventennio il caso più eclatante è stato il famoso ordine “Multi 21” che Sebastian Vettel disattese andandosi a prendere il GP della Malesia 2013 a danno del compagno di squadra Mark Webber il quale, ovviamente, non la prese bene.
In realtà i programmi rovinati all’ultimo dall’ego, più o meno giustificato, del pilota di turno, sono stati tanti. Ricordiamo ad esempio quando nel 2018, a Monza, giusto dopo aver appreso che non sarebbe stato confermato in Ferrari, Kimi Raikkonen decise di andarsi a prendere la pole position davanti al pubblico di casa beffando, volotariamente, proprio Seb, passato nel 2015 alla Rossa, tranquillo dopo che il team gli aveva assicurato di essere il riferimento per la caccia alla pole nel Tempio della Velocità e quindi piuttosto contrariato alla fine.
Restando a Maranello, è rimasto negli annali più tristi e amari della storia del Circus lo sgarbo che Didier Pironi fece all’amico e vicino di box Gilles Villeneuve a Imola il 25 aprile 1982, quando, infrangendo il comando di congelare le posizioni, si prese di forza il successo superando a tradimento il canadese che non lo perdonò e l’8 maggio, a Zolder, trovò la morte nel tentativo di battere il transalpino in qualifica.
E che dire dell’episodio quasi comico che vide protagonisti nel 2002, ad Indianapolis Rubens Barrichello e Michael Schumacher. Allora, il tedesco, proiettato verso l’ennesimo trionfo, rallentò leggermente per favorire un arrivo in parata con l’altro ferrarista, ma il brasiliano sopraggiunse con un passo più elevato, soffiandogli la prima posizione per appena 11 millesimi provocando un grande imbarazzo sul muretto del Cavallino.
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