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L'editoriale del direttore: Max gioca da marziano

Pubblicato il 20 maggio 2025, 12:35
Il poker che Max Verstappen cala sulla pista di Imola è una giocata da marziano. Un colpo di magia costruito poco oltre lo start con un sorpasso su Oscar Piastri che è una favola scritta sull’asfalto dell’Enzo e Dino di Ferrari. È in quel momento che il quattro volte campione del mondo costruisce la sua quarta vittoria di fila in riva al Santerno, la sessantacinquesima di una carriera destinata a far riscrivere la storia della F.1, perché per uno come lui niente è impossibile. Anche vincere un Gran Premio dove la McLaren era attesa a un banchetto luculliano. E invece ancora una volta l’olandese tira fuori dal cilindro una prestazione che lascia tutti annichiliti: prende la testa e vola verso un’altra vittoria che lo tiene aggrappato al duo papaya sulla vetta di un Mondiale di F.1 che promette ancora tante scintille. Mentre il Circus viaggia tra Imola e Monte Carlo la figura di Verstappen giganteggia e invita tutti quanti a fare bene i conti perché l’oste continua a essere lui anche se la Red Bull non pare essere al livello della McLaren: quello che manca continua a mettercelo lui. L’uomo che va oltre la macchina e che appena ha l’occasione giusta non se la fa sfuggire.
Vergogna e orgoglio
Già, l’occasione giusta. I tifosi della Ferrari, con grande pazienza e immenso senso di appartenenza, la stanno aspettando dall’inizio dell’anno. Sulla pista di casa nello scorso week end hanno prima vissuto l’umiliazione di una qualifica da rosso vergogna (forse il punto più basso toccato in questa stagione ad esclusione della doppia squalifica in Cina) e poi una domenica addolcita da due piloti scatenati che provano in ogni modo a risalire le posizioni, lottando come leoni nelle retrovie per andare oltre al disastro del giorno precedente. Hamilton e Leclerc, insomma, hanno dato l’anima per salvare la faccia alla Ferrari, ma è arrivata l’ora che sia la SF-25 a salvare loro diventando una monoposto capace finalmente di riaccendere l’entusiasmo che ha rischiato di spegnersi in maniera davvero clamorosa. Ora c’è la sfida nel Principato dove il pilota spesso conta più della monoposto: chissà se il padrone di casa Leclerc possa emulare Verstappen provando a invertire la tendenza. Sperare non costa niente…
La vittoria di Imola
Se la Ferrari non è riuscita nell’impresa, oltre a quella conquistata da Max, la vittoria più bella è stata quella di Imola e dei suoi 242mila spettatori. Servirà solo un miracolo adesso perché la pista in riva al Santerno mantenga un posto in F.1 negli anni a venire. L’Italia sta facendo fronte comune per dare un futuro a questo circuito che non ha niente da invidiare a nessuno. Sottolinea il ministro per lo Sport Andrea Abodi: «L’eccellenza risiede innanzitutto nella capacità organizzativa ed è proprio questo il valore che intendiamo sostenere e promuovere, affinché possa rinnovarsi nel tempo. Ci troviamo in una fase di riflessione, in cui si delineano le prospettive future: nulla può essere dato per scontato, ma il nostro impegno, condiviso con la Regione Emilia-Romagna, il Comune di Imola e, in modo particolare, con ACI, è volto a garantire che questo storico tracciato continui a svolgere il ruolo di primo piano che gli compete». Anche in questo caso sperare non costa niente, perché la realtà è bella solida e l’organizzazione davvero al top. Ma sì diciamolo: Imola merita ancora qualche chances. I prossimi mesi chiariranno se le fiches sono davvero esaurite oppure ce ne sono ancora da gettare sul tavolo da gioco.
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