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Sorpassi impossibili, VSC e la Rossa che arranca: il debriefing del Madring
Giorgio Ferro
Pubblicato il 14 settembre 2026, 16:37
Madring. Cinque chilometri e mezzo di curve e controcurve, con saliscendi e mini-rettilinei. In mezzo ai muretti e senza vie di fuga. È curioso che il circuito più nuovo sia anche quello più lontano dagli obiettivi dichiarati del Motorsport attuale ed in particolare della F1. Vale a dire sicurezza e opportunità di sorpasso. Madring è sicuramente un bellissimo tracciato dove fare test, sviluppare contenuti nuovi e ricercare il set-up ottimale delle vetture. Tecnico e completo. Ma è al contempo un circuito inadatto a farci delle gare. Dove è impossibile sorpassare – indipendentemente da “overtake mode” e artifici vari – e dove è estremamente facile andare a muro con incidenti potenzialmente catastrofici che bloccano il prosieguo della gara.
Quest’ultimo rischio non ha portato fortunatamente conseguenze nella gara di F1 – grazie essenzialmente alle capacità di tutti i piloti partecipanti – mentre ha prodotto qualche casino nelle gare delle Formule minori. Poi, per quanto riguarda i sorpassi – pur continuando a non ritenerli personalmente una variabile vincolante del divertimento – è un dato di fatto oggettivo che nel Madring non esistono punti in cui sia propizio tentare di sopravanzare chi sta davanti. Come certificato dal trenino che si è creato poco dopo il via con la stratificazione di posizioni congelate.
Insomma, personalmente riteniamo sempre bella e condivisibile l’idea di portare le vetture a casa della gente, correndo nelle grandi città. Ma forse, qualche ulteriore riflessione andava fatta prima di deliberare quel tracciato…
Kimi allunga ancora (anche grazie a un po' di fortuna)
Detto del campo di gara, ci troviamo ancora una volta ad applaudire Kimi Antonelli che ha superato l’ennesima prova guadagnando ulteriore margine sui suoi inseguitori. Ottava vittoria stagionale. Oggi sono 81 i punti di vantaggio su Russell e sono saliti addirittura a 101 quelli su Hamilton. In altre parole, a Kimi è sufficiente arrivare secondo nei nove Gp che mancano per mantenere la testa della classifica. Ammesso che li vinca tutti Russell e abbiamo più di un dubbio…
Stavolta, quella di Kimi è stata una vittoria fortunata più che una manifestazione di eccellenza e predominio, come capitato finora. Diciamo che dopo una decina di giri si era già capito come sarebbe andata a finire. Era chiaro che il trenino dietro a Norris, saldamente al comando, non avrebbe mai visto uno scambio di vagoni. Antonelli e Verstappen dietro ma senza possibilità di sorpasso. E poi Leclerc a giocarsi le proprie chances di eventuale podio sul tavolo dell’azzardo con Hamilton parcheggiato ai box per un problema ai freni.
Poi, improvvisamente, succede che Stroll parcheggi in un punto critico e la Direzione Gara imponga la VSC. Il compito della Direzione è quello di assicurare nei tempi più rapidi la messa in sicurezza della gara, non certo di favorire una o l’altra vettura. Capita sempre che qualcuno sia più o meno favorito o sfavorito da queste decisioni.
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