GP Silverstone: protagonisti, colpi di scena e comparse in una F1 imprevedibile

La gara inglese ha offerto un nuovo ribaltamento dei rapporti di forza in una stagione che sembra scritta da uno sceneggiatore
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GP Silverstone: protagonisti, colpi di scena e comparse in una F1 imprevedibile
© Getty Images

Giorgio FerroGiorgio Ferro

Pubblicato il 7 luglio 2026, 16:35

Il colpo di scena dello stop di Antonelli 

Una bella storia viene punteggiata da eventi inattesi e colpi di scena che accendono l’attenzione degli spettatori. Ed ecco che l’attore protagonista – Kimi Antonelli – inciampa in una serie di avversità che ridimensionano – apparentemente – il suo status. Il missile che guida, ogni tanto, perde colpi e lo obbliga a perdere posizioni o addirittura a parcheggiare a bordo pista. Per colpa della mancanza di affidabilità della sua W17, negli ultimi tre weekend il vantaggio che aveva conquistato nella Classifica Piloti si è più che dimezzato. Dopo cinque vittorie consecutive sembrava fosse imprendibile, invece… Colpi di scena che accendono lo spettacolo e alimentano le emozioni. Ed è così che qualche comparsa ne ha approfittato per mettersi in evidenza, sbucando dalle retrovie e accendendo cambi ipotetici di scenario. E anche un bel po’ di euforia.

Il weekend di Silverstone ha rappresentato una tappa importante di questo spettacolo, coerentemente con i ruoli assegnati. Con Antonelli che sembrava giocare al gatto col topo – impressionante la consistenza mostrata nel lungo stint con gomme medie – fino a quando un problema tecnico non lo ha obbligato a zoppicare e l’ha fatto risucchiare da metà gruppo. Con i Ferraristi che sono tornati protagonisti dopo il risultato a sorpresa di Barcellona, riportando la Rossa al top dopo l’inatteso crollo prestazionale in terra d’Austria. E con Russell che, bello bello, si è ritrovato senza particolari exploit sul secondo gradino del podio. Dopo aver sorprendentemente già vinto in Austria. Colui che riteneva di essere lo sfigato della compagnia…

Insomma, non si può negare che questa F1 crei degli eventi spettacolari e, come detto, con un cast ormai ben definito. Come ha detto giustamente Toto Wolff, “Lo spettacolo è una conseguenza dello sport”. Verissimo. E, aggiungiamo noi, non servono interventi esterni (leggi Direzione Gara). Sarebbe peraltro preferibile che questo spettacolo non fosse troppo artificiale. Invece, in questa F1 2026, software e artifici elettronici sono purtroppo diventati la variabile di regolazione delle vetture di gran lunga più importante. Più del set-up meccanico o aerodinamico. In altre parole, conta più riuscire ad ottimizzare la gestione energetica lungo il giro, piuttosto che mettere in pista una vettura telaisticamente veloce e guidabile. E siccome il “deployment” ottimale dipende dalla conformazione del tracciato, ecco che capita che una vettura che volava su un circuito una settimana fa, sembri a tratti una Panda pochi giorni dopo. E viceversa. Perché non sempre i tecnici riescono a trovare il bandolo della matassa in questo groviglio di regole…

Tanti sorpassi, ma...

Certo che domenica si attorcigliava lo stomaco vedendo che la danza nelle curve Maggotts-Beckets-Chapel era stata trasformata in un delicato equilibrio tra tiro, rilascio e downshift per riuscire ad arrivare in fondo al rettilineo successivo senza sembrare un’utilitaria. Ed i numerosi sorpassi – o meglio, gli scambi di posizione, come per esempio quelli ripetuti tra Hamilton e Russell intorno a metà gara – trasmettevano più tristezza che emozione. Ma probabilmente è perché siamo boomer…

Comunque, questa F1 fa uno spettacolo che, tutto sommato, non è poi così male come si temeva a inizio stagione. Eravamo mediamente più pessimisti. A proposito, tra due weekend si va a Spa. Eau Rouge e Raidillon… chissà.

(2/2)

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