GP Austria: Mercedes vince ed evita frizioni interne, Ferrari spegne l'euforia

La bollente gara del Red Bull Ring ha modificato i valori visti in Spagna mostrando una Mercedes di nuovo vincente e una Red Bull molto competitiva, mentre la Ferrari si "scioglieva" per il degrado 
GP Austria: Mercedes vince ed evita frizioni interne, Ferrari spegne l'euforia
© Getty Images

Giorgio FerroGiorgio Ferro

Pubblicato il 30 giugno 2026, 17:45

Il torrido weekend austriaco sembra aver ribaltato molte delle considerazioni che avevamo fatto dopo il Gp di Barcellona. Eravamo convinti di trovare ancora un Russell in blocco psicologico – surclassato da un Antonelli serenamente pimpante – ed una Ferrari al top con Hamilton dopo il dominio in terra spagnola, nettamente davanti a McLaren e Red Bull. Invece abbiamo visto sostanzialmente un altro film e usciamo da Spielberg con idee diverse da quelle ipotizzabili alla vigilia. O no?

Mercedes di nuovo il punto di riferimento

Partiamo dalla Mercedes che, diciamolo subito, è e rimane senza ombra di dubbio la vettura da battere. Nulla di nuovo, dunque. In qualifica Russell, con una botta di lucidità e scaltrezza, è uscito dalla sindrome di Paperino che l’aveva colpito. Da un bel po’ di gare era infatti convinto che tutto il mondo complottasse contro di lui e che non avrebbe più avuto alcuna possibilità di insidiare il suo compagno nella corsa verso il titolo mondiale. Invece l’uscita di pista di Verstappen a pochi istanti dal termine della Q3 ha aperto – solo a lui – lo spiraglio per giocare furbescamente un jolly, comunque nel pieno rispetto del regolamento. Una botta di fortuna che lo ha proiettato in pole position, con conseguente vantaggio rilevante in gara. Un’eventualità che Antonelli – dall’alto della sua ingenuità – non ha purtroppo colto, partendo poi la domenica dalla quarta casella. Evidentemente “stay calm, just drive” pronunciato via radio da Toto Wolff in Q2 ad un lamentoso George gli ha dato una svegliata, anche se la replica che lui ha poi fatto in italiano una volta conquistata la pole sa un po’ di provocazione verso il compagno di squadra…

Se in Spagna Kimi era stato fatto correre per gran parte della gara col guinzaglio corto dietro a Russell, inibendone il potenziale, qui nel Red Bull Ring il guinzaglio è stato ingarbugliato non poco dal muretto Mercedes. Superati gli svarioni nelle prime curve a causa di una partenza un po’ troppo “agitata”, Antonelli ha finito la gara a meno di due secondi da Russell, dopo aver guadagnato una media di circa otto decimi al giro nell’ultimo stint. Tuttavia, se in Mercedes non avessero deciso, sistematicamente, di far resistere Kimi in pista con gomme finite ed avessero temporizzato un po’ meglio i suoi pit stop anticipandoli, il film per il bolognese sarebbe stato completamente diverso.

In primis nei confronti di Verstappen che non gli sarebbe stato più davanti, ma sicuramente anche nei confronti di George. Certo, al muretto Mercedes sarebbero poi stati presumibilmente costretti ad un ordine di scuderia che avrebbe sicuramente avuto conseguenze interne e che in questo modo hanno invece evitato. In ogni caso, la Mercedes lascia l’Austria con un Kimi ancora saldamente davanti a tutti e con un Russell rivitalizzato da una vittoria. E, come detto, la W17 è ancora sempre la vettura da battere.

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