Un Mondiale al millimetro: Norris prende la scena

Un Mondiale tiratissimo chiuso da due punti. Norris sale in vetta, Piastri e Verstappen spiegano dove l’hanno persa
Un Mondiale al millimetro: Norris prende la scena
© Getty Images

Giorgio FerroGiorgio Ferro

Pubblicato il 11 dicembre 2025, 10:13 (Aggiornato il 11 dicembre 2025, 12:57)

Zandvoort come spartiacque

E se guardiamo i punti mondiali mediamente raccolti prima e dopo il Gp di Zandvoort di fine agosto – che possiamo considerare come lo spartiacque di questo Mondiale – notiamo che Norris è stato il più regolare. Al contrario di Piastri, caduto nel buco da Baku in poi e ripresosi quando ormai era tardi e di Verstappen che, nonostante una rimonta finale poderosa, non è riuscito a recuperare tutto lo svantaggio accumulato nella prima parte di stagione.

In un campionato con 24 Gp che ha visto Norris, Piastri e Verstappen giocarsela fino all’ultimo, è chiaro che i dettagli hanno fatto la differenza. Così come gli alti e bassi che, più o meno, hanno influenzato la cavalcata di tutti e tre i piloti. Lì ci sono le spiegazioni per chi ha perso. Verstappen a Barcellona e Piastri a Baku, tanto per dirne un paio eclatanti. Oppure l’inizio molto complicato di una RB21 irrequieta anche per il talento di Max e il blocco psicologico in cui è caduto Oscar dopo aver sbattuto a Baku per due volte.

Esame di maturità per Piastri

Ma a nessuno dei due serve rimpiangere più di tanto le occasioni perse. Perché entrambi hanno disputato un grande campionato. In primis Piastri, il quale non deve perdersi negli anfratti delle negatività, né rifugiarsi dietro agli alibi. Se riesce a trasformare in forza caratteriale le (comprensibili, data la giovane età) difficoltà psicologiche che ha avuto nella seconda metà dell’anno, questo suo terzo Mondiale di F1 può essere per lui l’esame di maturità per condividere il futuro stabilmente con i migliori.

La stagione più completa di Max

Poi, per quanto riguarda Max, siamo personalmente convinti che abbia disputato la sua migliore stagione in F1, diciamo meglio, la più completa. Supportato da uno staff tecnico di prim’ordine, ha guidato con lucidità lo sviluppo di una vettura nata male ed inizialmente ingestibile, riuscendo a giocarsi una seconda parte di stagione alla pari con le McLaren.

Oggi Verstappen non è più solo l’enorme talento grezzo e spesso rozzo che abbiamo conosciuto fin dal suo esordio. È diventato, inequivocabilmente, il campione più completo e maturo del Circus. Peccato per lui che la MCL39 abbia girato a mille fin dai primi metri senza perdere mai un colpo, impedendogli di conquistare la quinta corona mondiale.

(2/2).

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