Norris spinge, Piastri crolla e Antonelli brilla: Interlagos ribalta tutto

Giorgio Ferro
Pubblicato il 14 novembre 2025, 13:34
Il Gp del Brasile ci ha regalato, ancora una volta, un bel po’ di emozioni e colpi di scena. Stavolta poi il format prevedeva anche la gara Sprint al sabato, per cui era necessario arrivare al venerdì pomeriggio con le idee già piuttosto chiare su come far andar forte le vetture, visto che prima delle prime qualifiche c’era un’unica sessione di prove libere. Tempi stretti, dunque, per schiarirsi le idee e farsi trovare pronti alla prima sfida col cronometro. E poi un breve esame di riparazione per rimediare alle criticità e sparare tutte le cartucce per avere un posto al sole nella griglia di partenza della gara, quella solita.
Insomma, uno scenario compresso e stressante per tutti i team che è stato dipinto principalmente da quattro artisti del Motorsport – Norris, Piastri, Verstappen ed Antonelli – ognuno con le proprie sfumature, proiezioni del loro stato d’animo attuale. Sì, perché – compatibilmente con le potenzialità concesse dalle vetture – sono i piloti a fare poi la differenza in pista. E la loro performance dipende fortemente, oltre che dal talento, anche e soprattutto dal proprio stato psico-fisico e mentale.
Piastri continua a perdere terreno nella lotta iridata
Dopo il Gp del Messico avevamo evidenziato il calo che stava caratterizzando le prestazioni di Oscar Piastri, il quale in poco più di un mese aveva dilapidato il proprio considerevole vantaggio di leader del Mondiale. Ed avevamo sottolineato come lo stomaco di Oscar si stesse attorcigliando un po’ troppo sotto i morsi dell’ansia – considerando la lotta fratricida con Norris e l’uragano Max in arrivo alle spalle – e lo portasse a fare “over-driving” e, conseguentemente, a sbagliare. Errori che Piastri ha compiuto nuovamente a Interlagos, sia nella gara Sprint che nella successiva “main race”. Quella che di punti ne porta tanti e che, contandoli oggi, porta ad essere piuttosto pessimisti sulle possibilità dell’australiano di portarsi a casa il titolo Piloti.
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